{"id":4391,"date":"2011-11-11T09:53:53","date_gmt":"2011-11-11T09:53:53","guid":{"rendered":"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/?p=4391"},"modified":"2011-11-11T09:53:53","modified_gmt":"2011-11-11T09:53:53","slug":"prendere-appunti-con-il-dito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2011\/11\/11\/prendere-appunti-con-il-dito\/","title":{"rendered":"Prendere appunti con il dito."},"content":{"rendered":"<p>Uno degli autori che mi ha ispirato di pi\u00f9 nell&#8217;adolescenza \u00e8 stato Carlos Castaneda, che ha raccontato in una splendida serie di libri la cultura millenaria dei guerrieri toltechi e soprattutto la loro arte sciamanica, grazie all&#8217;apprendistato con Don Juan. In uno dei primi libri, narra Castaneda, Don Juan rimprover\u00f2 Carlos perch\u00e8 si &#8220;distraeva&#8221; nel prendere appunti&#8230; &#8220;Cosa dovrei fare allora?&#8221; &#8220;Potresti prendere appunti con il dito!&#8221; Gli rispose provocatoriamente Don Juan.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4395\" title=\"1\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/19-300x144.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/19-300x144.jpg 300w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/19.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Questo paradosso mi \u00e8 rimasto impresso per sempre e proprio recentemente ho persino dovuto metterlo in pratica in circostanze davvero eccezionali, dove mi si proibiva di prendere appunti! Ma non \u00e8 questo il motivo di questo post. Ma un pretesto per parlare di una delle memorie pi\u00f9 coinvolte nel gioco degli scacchi: la memoria procedurale. Chiunque abbia risolto il cubo di Rubik e sia in grado di rifarlo in meno di un minuto lo risolve in realt\u00e0 grazie alla memoria procedurale. Chi gioca spesso partite lampo impiega lo stesso questo tipo di memoria, che Castaneda chiamava &#8220;conoscenza silenziosa&#8221;.<\/p>\n<p>Si tratta di una sorta di conoscenza fatta di algoritmi ricorrenti, patterns o schemi che dir si voglia, tratti dalla propria esperienza precedente. Maggiore \u00e8 il bagaglio tecnico a disposizione dello scacchista e maggiori sono le possibilit\u00e0 che delle idee vengano &#8211; per cos\u00ec dire &#8211; direttamente dalle proprie mani. Molti campioni mondiali (da Morphy a Capablanca sino ad arrivare a Karpov e Anand) sono guidati da un riconoscimento euristico che li porta a fare la mossa giusta quasi senza rifletterci, come se la posizione data sia un <em>d\u00e9j\u00e0 vu<\/em>.<\/p>\n<p>Ieri mentre conversavo con alcuni amatori del gioco degli scacchi e con uno scacchista pi\u00f9 esperto, che fa loro delle lezioni un po&#8217; pi\u00f9 tecniche, ho dato il consiglio di non commentare le partite mentre si svolgono ma analizzarle subito dopo facendo tutti i commenti che erano rimasti in sospeso per non interferire con l&#8217;attivit\u00e0 mentale coinvolta nella partita.<\/p>\n<p>Grazie alla mia buona memoria ho sempre seguito questo accorgimento quando faccio una partita con un principiante: tutti i consigli glieli elenco appena finita la partita evitando di sommergere di informazioni l&#8217;esordiente e lasciando quindi mano libera alla loro capacit\u00e0 di ideazione, ma soprattutto all&#8217;emergere di quella &#8220;conoscenza silenziosa&#8221; che tanta importanza avr\u00e0 per la sua crescita scacchistica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli autori che mi ha ispirato di pi\u00f9 nell&#8217;adolescenza \u00e8 stato Carlos Castaneda, che ha raccontato in una splendida serie di libri la cultura millenaria dei guerrieri toltechi e soprattutto la loro arte sciamanica, grazie all&#8217;apprendistato con Don Juan. 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