{"id":4794,"date":"2012-02-14T09:45:04","date_gmt":"2012-02-14T09:45:04","guid":{"rendered":"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/?p=4794"},"modified":"2012-03-21T17:25:31","modified_gmt":"2012-03-21T17:25:31","slug":"ossi-scacchi-alla-scuola-dellinfanzia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2012\/02\/14\/ossi-scacchi-alla-scuola-dellinfanzia\/","title":{"rendered":"Ossi: scacchi alla scuola dell&#8217;infanzia."},"content":{"rendered":"<p>Ieri mattina, sfidando la neve, ho iniziato un nuovo corso di scacchi presso la scuola dell&#8217;infanzia di Ossi, un paesino vicino a Sassari. La classe dele maestre Giuseppina Capitta, Margherita Nieddu e Antonella Sanna \u00e8 composta di 24 bambini (di cui 3 erano assenti) di 5 anni di et\u00e0, mese pi\u00f9 mese meno. La giornata di ieri \u00e8 stata di presentazione e come di consueto ho fatto con loro<a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/index.php\/2010\/02\/09\/martedi-09-febbraio\/\"> il gioco dei nomi<\/a>. Mi sono presentato come maestro di gioco e ho chiesto loro se sapevano cosa era il gioco.<\/p>\n<p>Con la classe si \u00e8 creato subito un buon rapporto, tanto che la lezione si \u00e8 protratta oltre un&#8217;ora! Per catturare l&#8217;attenzione ho ripescato dalla mia esperienza un&#8217;idea di <a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/index.php\/2011\/04\/18\/scacchi-e-regoli-il-metodo-di-carmelita-di-mauro\/\">Carmelita Di Mauro<\/a>, integrandola col mio metodo ideografico. Si tratta della possibilit\u00e0 di far fare ai bambini una piccola ma significativa esperienza con il valore monetario. Mentre facevo coi bambini il gioco dei nomi (grazie al quale ho potuto rapidamente memorizzare tutti i loro nomi) ho chiesto alla maestra di tagliare dei fogli di carta affinch\u00e9 ne potessimo dare 3 per ogni bambino.<br \/>\nQuando i pezzetti di carta erano disponibili ho chiamato alla cattedra ogni bambino e gli ho chiesto di ripetere, senza guardare, l&#8217;ordine esatto dei bambini.\u00a0 Non appena si verificavano delle &#8220;defaillances&#8221; (i bambini di questa et\u00e0 sono spesso molto timidi, e ritrovarsi addosso gli occhi di tutta la classe pu\u00f2 essere per loro &#8220;destabilizzante&#8221;) facevo un complimento di incoraggiamento, consegnavo le tre &#8220;banconote&#8221; di carta bianca e passavamo ad un altro bambino.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-4801\" title=\"1\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/13.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"235\" \/><\/a>Una volta che tutti avevano ricevuto i tre &#8220;soldini&#8221; ho spiegato a cosa sarebbero serviti. Ho detto che chi avrebbe parlato senza aver prima alzato la mano avrebbe pagato &#8220;un soldino&#8221;. Per il momento la spiegazione era pi\u00f9 che sufficiente per ottenere una certa disciplina. Quindi ho chiesto loro (&#8220;Mi raccomando, alzando prima la mano!&#8221;) di inventarci le regole per fare un gioco.<br \/>\nNon sono passati neanche 5 secondi che Andrea ha alzato la mano: &#8220;Giocare insieme daccordo&#8221;. &#8220;Bravissimo!&#8221; ho esclamato io &#8220;Questa \u00e8 una bellissima regola: per giocare bisogna essere daccordo coi compagni che si vuole giocare! Ecco ti sei meritato un soldino!&#8221; E cos\u00ec dicendo gli ho consegnato il suo premio.<\/p>\n<p>Sara ha sollevato la mano. &#8220;Dimmi Sara&#8221; (Chiamare per nome bambini cos\u00ec piccoli instaura un rapporto molto familiare!). &#8220;Non bisogna bisticciare&#8221;. &#8220;Ma bene! Sono daccordo: non bisogna litigare. Ecco anche a te un bel soldino!&#8221; A questo punto una grande euforia ha caricato i bambini che vinta la iniziale timidezza hanno iniziato a sollevare le mani. Quando c&#8217;\u00e8 un simile imbarazzo della scelta di solito vado a &#8220;pescare&#8221; quelli che mi sembrano pi\u00f9 timidi, o che hanno fatto con riluttanza il gioco dei nomi. Il loro coinvolgimento \u00e8 di capitale importanza, se non si vuole che vivano come una &#8220;penitenza&#8221; l&#8217;appuntamento con la nostra lezione.<br \/>\nMolti di loro hanno a questo punto rinforzato l&#8217;ultimo concetto: &#8220;Non si tirano pugni&#8221;, &#8220;Non si danno calci&#8221;, &#8220;Neanche schiaffi&#8221; ecc. E allora abbiamo ribadito: &#8220;Ok, come ha detto Sara non si deve bisticciare e questo vale per tutte quelle cose che fanno male ai compagni.&#8221; A questo punto Carlo ha alzato la mano ed ha atteso che gli dessi la parola: &#8220;Non si disturba!&#8221; &#8220;Bravissimo!&#8221; con molta enfasi ho scritto sulla pagina la regola di Carlo. &#8220;Siete tutti daccordo?&#8221; La classe ha acconsentito ed io ho premiato Carlo con un soldino.<br \/>\nPoi \u00e8 stata la volta di Asia: &#8220;Prestarsi i giochi&#8221; che \u00e8 diventata la regola &#8220;Collaborare&#8221;; di Miriam: &#8220;Fare silenzio&#8221;; di Paolo: &#8220;Non si rompono i giochi&#8221; che \u00e8 diventata un pi\u00f9 generico: &#8220;Non si rompe!&#8221; tra le risate generali; ancora di Asia: &#8220;Mettere in ordine i giochi&#8221;; di Sara: &#8220;Seduti composti&#8221;. A ci\u00f2, anche la maestra ne ha voluto aggiungere una di capitale importanza: &#8220;Si fa attenzione&#8221;.<\/p>\n<p><!--more--><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-4805\" title=\"1\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/14-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/14-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/14.jpg 324w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Ora che abbiamo stabilito un po&#8217; di regole possiamo anche pensare di fare un nuovo gioco. Ma prima mi dite a cosa servono queste regole?&#8221; I bambini hanno abbozzato delle loro spiegazioni, ed io sfruttando le loro affermazioni ho proseguito: &#8220;Esatto! Le regole servono per evitare incidenti. Chi sa cosa sono gli incidenti?&#8221; Subito mi hanno fatto l&#8217;esempio degli incidenti stradali. Allora ho approfittato per fare l&#8217;esempio del semaforo. &#8220;Il semaforo ha regolato chi deve passare all&#8217;incrocio per evitare incidenti. Cos\u00ec le nostre regole serviranno per giocare in pace!&#8221;<\/p>\n<p>Quindi ho preso la mia scacchiera murale ed ho annunciato che li avrei fatti giocare con gli scacchi. Poich\u00e9 era la prima lezione la scuola non \u00e8 ancora attrezzata con la scacchiera gigante sul pavimento, quindi ho voluto fare una spiegazione propedeutica ai giochi di movimento che faremo ad iniziare dal prossimo appuntamento. Ho chiesto ai bambini di descrivermi la scacchiera. &#8220;Ci sono quadrettini bianchi e neri&#8221;.\u00a0 Ho quindi preso dei segnaposto e li ho disposti su una colonna: &#8220;Ecco qua, questa fila verticale \u00e8 una colonna. Sapete cosa \u00e8 una colonna?&#8221; &#8220;Una colomba \u00e8 un uccello!&#8221; &#8220;No, colonna: come la colonna vertebrale!&#8221; Non credevo alle mie orecchie! &#8220;Bravissima!! Come la colonna vertebrale. La colonna \u00e8 quel pilastro che tiene in piedi le case. E la colonna vertebrale \u00e8 quella che tiene in piedi l&#8217;uomo!&#8221; e cos\u00ec dicendo mimavo il senso verticale verso l&#8217;alto. Quindi ho collocato i segnaposto su una linea orizzontale. Ho chiesto chi di loro sapeva cosa era un orizzonte. La stessa bambina ha detto &#8220;Il mare!&#8221; &#8220;Ma bravissima! Meriti un altro soldino! &#8221; Ed ho proseguito spiegando a tutti i bambini un&#8217;esperienza che devono aver fatto quando al mare vedono la linea dell&#8217;orizzonte tutta attorno a loro. Un bambino mi ha fatto notare che anche il mio maglione aveva delle riche orizzontali. Beh, stiamo parlando di bambini di 5 anni!<\/p>\n<p>Ho quindi proseguito introducendo il Re. Ho posizionato un&#8217;impronta di piede in tutte le caselle attorno a lui, per far capire come poteva muoversi. Ho specificato che non poteva saltare una casella attorno a lui. Quindi ho preso un&#8217;altra figura, una mela, e ho chiesto quale era la strada che il Re avrebbe dovuto fare per andare a mangiare la mela. Dopo i primi facili tentativi ho messo una difficolt\u00e0, ho inserito sulla strada pi\u00f9 diretta un simbolo del fuoco. Abbiamo cos\u00ec potuto proseguire per\u00a0 qualche decina di minuti per far parteciparte tutti i bambini. Nel frattempo distribuivo &#8220;soldini&#8221; ai meritevoli e li sottraevo a chi interveniva senza rispettare l&#8217;ordine. La cosa ha avuto un notevole effetto, tanto che alla fine ho detto loro di conservare i pezzetti di carte perch\u00e9 arriver\u00e0 il momento che potremo &#8220;comprare&#8221; qualcosa con quei soldini. Nonostante la semplicit\u00e0 dell&#8217;espediente la lezione di oggi \u00e8 stata un vero successo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri mattina, sfidando la neve, ho iniziato un nuovo corso di scacchi presso la scuola dell&#8217;infanzia di Ossi, un paesino vicino a Sassari. La classe dele maestre Giuseppina Capitta, Margherita Nieddu e Antonella Sanna \u00e8 composta di 24 bambini (di cui 3 erano assenti) di 5 anni di et\u00e0, mese pi\u00f9 mese meno. 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