{"id":5906,"date":"2012-04-30T13:24:23","date_gmt":"2012-04-30T13:24:23","guid":{"rendered":"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/?p=5906"},"modified":"2012-04-30T13:33:30","modified_gmt":"2012-04-30T13:33:30","slug":"jorge-luis-borges-e-gli-scacchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2012\/04\/30\/jorge-luis-borges-e-gli-scacchi\/","title":{"rendered":"Jorge Luis Borges e gli scacchi."},"content":{"rendered":"<h1>SCACCHI\u00a0 SOGNO\u00a0 E\u00a0 POESIA<\/h1>\n<h3>di Carlo Giuseppe Bolmida<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5908\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/97-Cumuli-di-erudizione-Ma-gli-Scacchi-sopre-tutto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5908\" class=\"size-medium wp-image-5908\" title=\"97-Cumuli di erudizione! Ma gli Scacchi sopra tutto!\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/97-Cumuli-di-erudizione-Ma-gli-Scacchi-sopre-tutto-300x217.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/97-Cumuli-di-erudizione-Ma-gli-Scacchi-sopre-tutto-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/97-Cumuli-di-erudizione-Ma-gli-Scacchi-sopre-tutto-1024x742.jpg 1024w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/97-Cumuli-di-erudizione-Ma-gli-Scacchi-sopre-tutto.jpg 1329w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5908\" class=\"wp-caption-text\">&quot;Cumuli di erudizione! Ma gli Scacchi sopra tutto!&quot; di Carlo Bolmida<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il grande Jorge Luis Borges, come tutti gli intellettuali, amava gli scacchi. Purtroppo non basta essere uno dei pi\u00f9 grandi Maitre a penser\u00a0\u00a0 per essere anche un ottimo giocatore.\u00a0 Ho personalmente conosciuto un bidello che batteva regolarmente il vice provveditore agli studi, il professore , furente,\u00a0\u00a0 tutta la notte si interrogava sugli abissi insondabili della psiche e del sapere.<\/p>\n<p>Dice Borges sugli scacchi \u201cOccupazione nobilissima, infinitamente superiore a tutti i giochi che io conosco; tuttavia io sono uno dei peggiori scacchisti che esistano.\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>Borges:\u00a0 Im\u00e0genes<\/em>.<\/p>\n<p>Jorge Luis Borges, in uno dei suoi <em>\u201c Ultimi Dialoghi \u201c<\/em> (con Osvaldo Ferrari ) afferma:\u00a0 \u201c Sulla scacchiera ciascun pezzo crede di godere di libero arbitrio ed invece no, la mano del giocatore li spiazza ; anche il giocatore crede di godere di libero arbitrio, ma lui \u00e8 diretto da un dio che, per ragioni letterarie, dipende a sua volta da altri dei. Si costituisce cos\u00ec tra i pezzi del gioco di scacchi una continuazione senza fine, una catena dalle maglie infinite. Io ho scritto su questo tema due sonetti intitolati \u201c Scacchi \u201c ; s\u00ec, in tutti e due, il tema \u00e8 il medesimo: i pezzi si credono liberi e non lo sono, dio si crede libero e non lo \u00e8, l\u2019altro dio lo crede e non lo \u00e8, e cos\u00ec di seguito, infinitamente.\u201d<\/p>\n<p>Di questi tempi sarebbe buona cosa avvicinarsi un p\u00f2 alla poesia e meno alla cure di come incrementare il conto in banca.<\/p>\n<p>Intanto \u00e8 grigia per tutti.. ma, chiss\u00e0 perch\u00e8, si respira molto meglio.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Gli scacchi. \u00a0(1)<\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Al tavolo pazienti i giocatori<\/strong><br \/>\n<strong>spingono lenti i pezzi. Bianco e Nero<\/strong><br \/>\n<strong>avvinti li terranno in quel severo<\/strong><br \/>\n<strong>ambito ove si odiano i due colori.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u00e0 dentro irradian magici rigori<\/strong><br \/>\n<strong>le fugure: Torre d\u2019Omero, leggero<\/strong><br \/>\n<strong>Cavallo, armata Regina, Re altero,<\/strong><br \/>\n<strong>obliquo Alfiere e pedoni incursori.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>E quando i giocatori se ne andranno<\/strong><br \/>\n<strong>quando tutto il tempo passeranno<\/strong><br \/>\n<strong>certamente non sar\u00e0 cessato il rito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0che in Oriente accese questa guerra<\/strong><br \/>\n<strong>che ora infiamma tutta la Terra:<\/strong><br \/>\n<strong>come \u00a0l\u2019altro, questo gioco \u00e8 infinito\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<h2 style=\"text-align: center;\">Gli scacchi (2)<\/h2>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Pacato Re, sbieco Alfiere, agognata<\/strong><br \/>\n<strong>Donna, diritta Torre, pedone latino,<\/strong><br \/>\n<strong>sopra il Bianco e Nero del cammino<\/strong><br \/>\n<strong>cercano e trovano una battaglia armata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Non sanno che la mano fatata<\/strong><br \/>\n<strong>del giocator governa il lor destino.<\/strong><br \/>\n<strong>Non sanno che un rigore adamantino<\/strong><br \/>\n<strong>regola l\u2019alba e l\u2019intera giornata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il giocatore \u00e8 prigioniero pure<\/strong><br \/>\n<strong>(come disse <a title=\"Omar Kayam\" href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/index.php\/2011\/09\/12\/omar-kayam\/\">Kayyam<\/a>) d\u2019altra scacchiera<\/strong><br \/>\n<strong>di chiari giorni e scure notti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Dio muove il giocator, lui le figure\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>C\u2019\u00e8 un Dio dietro quel Dio, che impera<\/strong><br \/>\n<strong>su polvere e Tempo e sogni rotti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>(trad. di Sebastiano Paulesu)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019 uomo \u00e8 pedina di un gioco le cui regole e le cui mosse <a title=\"De que nada se sabe\" href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/index.php\/2011\/10\/02\/de-que-nada-se-sabe\/\">non dipendono da lui<\/a>: in queste allegorie scacchistiche vi \u00e8 una scoperta negazione del libero arbitrio.<\/p>\n<p>Tra i precedenti di questa fantasia idealistica e panteistica va ricordata quella di Miguel de Unamuno :\u00a0 <em>\u201c La vita \u00e8 sogno\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sar\u00e0 forse un sogno, Dio mio, anche questo tuo Universo di cui sei la coscienza eterna e infinita? Sar\u00e0 un sogno tuo? Sar\u00e0 che ci stai sognando? Saremo un sogno, un sogno tuo, noi sognatori della vita? \u201c\u00a0\u00a0 ( Vita di\u00a0 Don Chisciotte e Sancio,\u00a0 parte II, cap. LXXIV ).<\/p>\n<p>Il grande scrittore e filosofo Miguel de Unamuno pubblic\u00f2, nel 1912, il suo libro pi\u00f9 celebre,\u00a0 <em>Il sentimento tragico della vita<\/em>.\u00a0 Le sue stesse sofferenze pu\u00f2 essere che\u00a0 l\u2019abbiano indotto a pensare che la filosofia serve all\u2019uomo solo quand\u2019essa d\u00e0 una mano alla poesia e non alla scienza.<\/p>\n<p>Egli si esercit\u00f2 tutta la vita, con pi\u00f9 sofferenza che gloria, al gioco degli scacchi.\u00a0\u00a0\u00a0 Scrisse ne Il romanzo di <em>don Sandolio<\/em> :<\/p>\n<p>\u201c Egli gioca come uno che celebri una cerimonia religiosa. O piuttosto no, meglio ancora, come chi crei una silenziosa musica religiosa. Il suo gioco \u00e8 musicale. Egli afferra i pezzi come se pizzicasse un\u2019arpa.\u00a0 E, allo stesso modo, m\u2019immagino il suo cavallo, non nitrire, questo giammai! ma respirare musicalmente, allorch\u00e8 si apprestasse a dar scacco al suo avversario.\u00a0 E\u2019 come un cavallo alato.\u00a0 Un Pegaso.\u00a0 O ancor meglio una chiave di pianoforte di legno, come questa.\u00a0 E non si posa sulla scacchiera! Non salta: vola. E quando gioca la regina?\u00a0 Pura musica! \u201c<\/p>\n<p>Ma, parallelamente, Unamuno fu un accanito detrattore dei giocatori di scacchi.\u00a0 Come traspare chiaramente da questo passo: \u201c Egli mi batt\u00e8, non perch\u00e8 giochi meglio di me, ma perch\u00e8 non fece che applicarsi al gioco mentre io mi distraevo, mentre io lo osservavo&#8230; Non \u00e8 un uomo intelligente&#8230; ma applica ogni pi\u00f9 riposta risorsa nel gioco. \u201c<\/p>\n<p>Sono parole che sono altrettante confessioni. Confessioni di impotenza scacchistica. Quante volte ho sentito raccontare questa triste fiaba da scacchisti frustrati , alla ricerca di alibi, ( di anestetico, disse Primo Levi ) : \u201cHo perso, ma io ho troppe altre cose per la testa, impegni professionali, la famiglia,.. se si considerasse il talento puro, l\u2019intelligenza.. sarei perlomeno I Nazionale. mi distraggo, ho troppa fantasia,..e poi a me il risultato non interessa, mi interessa il bel gioco, io gioco a zona, solo che ho lasciato la donna in presa.. e poi stavo meglio egualmente, ma per un fattore cos\u00ec trascurabile come il Tempo..ha vinto il peggiore \u201c.<\/p>\n<p>Un p\u00f2 di autocritica? Giammai, ohib\u00f2, con il loro cervello?<\/p>\n<p>Certo, possono consolarsi, ci credeva anche Miguel de Unamuno! ( Borges no)<\/p>\n<p>Ma lui era, infine, Miguel de Unamuno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SCACCHI\u00a0 SOGNO\u00a0 E\u00a0 POESIA di Carlo Giuseppe Bolmida &nbsp; &nbsp; Il grande Jorge Luis Borges, come tutti gli intellettuali, amava gli scacchi. 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