{"id":6198,"date":"2012-06-14T13:15:29","date_gmt":"2012-06-14T13:15:29","guid":{"rendered":"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/?p=6198"},"modified":"2012-06-14T13:15:29","modified_gmt":"2012-06-14T13:15:29","slug":"capo-horn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2012\/06\/14\/capo-horn\/","title":{"rendered":"Capo Horn"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\n<div id=\"attachment_6213\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/00-Uccello-di-fuoco-sulla-citt\u00e0-degli-Scacchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6213\" class=\"size-medium wp-image-6213\" title=\"Uccello di fuoco sulla citt\u00e0 degli Scacchi\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/00-Uccello-di-fuoco-sulla-citt\u00e0-degli-Scacchi-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/00-Uccello-di-fuoco-sulla-citt\u00e0-degli-Scacchi-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/00-Uccello-di-fuoco-sulla-citt\u00e0-degli-Scacchi.jpg 959w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6213\" class=\"wp-caption-text\">Uccello di fuoco sulla citt\u00e0 degli Scacchi di C.G. Bolmida<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">Pezzo pubblicato dal SECOLO XIX suppl. IMPERIA:<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">il mio ricordo di capo Horn di <strong>Carlo Giuseppe Bolmida\u00a0\u00a0 <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>VOGLIO DOPPIARE CAPO HORN<\/strong><\/h3>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong>Ma Capo Horn e&#8217; veramente \u201cpiu\u2019 facile\u201d di quello che dicono?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Se il sottoscritto Carlo Bolmida, dentista torinese,\u00a0\u00a0 marinaretto, cittadino Imperiese ad honorem, di stanza a Porto Maurizio sul suo Camon, ha doppiato Capo horn in barca, a vela ben inteso, allora possono farlo tutti gli appassionati, diportisti della domenica o poco pi\u00f9.<\/p>\n<p>Basta un formidabile amore per il mare, l\u2019avventura e un bel po\u2019 di coraggio.<br \/>\nDa tempo ormai cullavo in un sogno, alimentato da mille letture di mare, questa \u201cimpresa\u201d. Nel settembre 1983, appena tornato dalle mie piccole navigazioni estive, con la fantasia ho finalmente\u00a0 mollato gli ormeggi !<\/p>\n<p>Per un&#8217;esperienza cosi&#8217; intensa ed assoluta la cerchia di possibili compagni e&#8217; molto ristretta, limitata a quelle poche amicizie di &#8221; molte miglia e di lungo sorso &#8220;, rare da costruire anche nella esigua cerchia di appassionati.<br \/>\nAntonio va pazzo per il mare, ma\u2026au large! Nini ha ben altro per la testa, lui che gli oceani li ha percorsi in longitudine e latitudine, Alberto viene a vela ma con una fifa nera, rimangono Luciano, che mai eviterebbe un avventura e Ezio, entusiasta marinaretto\u2026a terra.<\/p>\n<p>Ma comunque sono fortunato! dal 1982 conosco Nini Sanna , capitano vero e di lungo corso, con il quale ho conseguito una dura e \u201cvera\u201d patente di navigazione oltre le 20 miglia, sostenendo, alla Capitaneria di Porto Maurizio feroci esami sotto le forche caudine dell\u2019ammiraglio Agostino Imperatore.<\/p>\n<p>Con Nini ho condiviso lunghe ed entusiasmanti giornate di mare.\u00a0 Molte, le pi\u00f9 eccitanti, invernali. E\u2019 stato il mio Maestro.<\/p>\n<p>Ma il Nini proprio non puo\u2019 venire, per\u00f2 si da da fare per cercarci una sistemazione! Al primo accenno di questa possibile avventura sto gia&#8217; navigando con Ezio e Luciano sulle ali del vento!<\/p>\n<p>A quelle latitudini ci sono solo una decina di barche a noleggio disponibili per diversi itinerari : doppiare il Capo, andare in Antartide, visitare i ghiacciai della Patagonia, con navigazioni che variano da una settimana a 2 mesi.<\/p>\n<p>Il tempo disponibile nel periodo di febbraio-marzo (la stagione migliore), barcamenandoci tra impegni di lavoro e famiglia, \u00e8 di 15 giorni; il budget di circa 3 milioni a testa. Studiando le offerte delle varie imbarcazioni, l&#8217;attenzione di Sanna si concentra sul grande Alex Carozzo, che lui ben conosce, navigatore in solitario famosissimo, del quale io ho\u2026 soltanto tutti i libri, ( come del resto di tutti gli altri grandi, a cominciare da Joshua Slocum e Vito Dumas) e che ha posto qui una sua base.<\/p>\n<p>E\u2019 il costruttore e armatore del &#8220;Gindungo\u201d, 17 mt. in acciaio , doppio scafo, armato a cutter, in quanto offre, a suo e mio parere, il miglior triplice rapporto sicurezza\/qualita&#8217;\/prezzo.<\/p>\n<p>In primis: l\u2019ha progettato lui: Carozzo!\u00a0 e poi c\u2019e\u2019 &#8220;Mono&#8221;, marinaio d&#8217;altri tempi, tanto burbero quanto bravo ed affidabile, depositario delle migliori tradizioni della marineria da diporto dei mari del sud (uno che non si spinge mai su a nord verso Buenos Aires perche&#8217; secondo lui fa troppo caldo!) e, un&#8217;autentica leggenda in quei mari..<\/p>\n<p>Essendo quasi sempre in navigazione, la trattativa per l&#8217;imbarco avvenne nei brevi suoi momenti a terra, e per questa ragione, si e&#8217; protratta per 4 mesi !<\/p>\n<p>La barca, tanto robusta che di piu&#8217; non si puo&#8217;, disloca 26 tonnellate e oltre ad una grande ruota ha una barra di rispetto! ..una proboscide di elefante!<\/p>\n<p>Monta a prua 2 avvolgifiocchi, uno sul bompresso, con rispettivamente yankee e fiocco, piu&#8217; un terzo strallo con trinchetta ed un quarto strallo volante perche&#8217;&#8230; non si sa mai ! La randa e&#8217; molto grande, con 3 mani di terzaroli, ed infatti non l&#8217;abbiamo mai issata per intero.<\/p>\n<p>Per quelle latitudini, pur nella stagione buona, occorre comunque equipaggiarsi bene. io e Ezio, ogni mattina nell&#8217;ordine indossavamo : -calzettoni di pile sottostivali ( altri 3 di scorta ) -mutande e maglietta polo in cotone sulla pelle ( altri 4 di scorta e mutande a volonta&#8217;&#8230; ) -tuta termica in meraklon pesante ( altre 2 di scorta ) &#8211; maglione di lana ( altri due di scorta ) -stivali in gomma -una tuta intermedia in pile pesante tipo orsetto con rivestimento antistrappo composta da salopette e giacca (musto ) -una cerata invernale in goretex (musto hpx) -guanti da sci ( un altro di scorta ) -cappello ( altri due di scorta perche&#8217; si perdono facilmente nel vento) -scaldacollo ( un altro di scorta ) pur essendo a latitudini estremamente basse ed il sole quasi sempre all&#8217;orizzonte, il buco nell&#8217;ozono li&#8217; e&#8217; una voragine, pertanto sono indispensabili occhiali da sole polarizzati e molto avvolgenti e creme solari ad alta protezione. Si sono anche rivelate risolutive le salviettine imbevute ( molte molte ) e lo iodosan per motivi che non sto a spiegare nei dettagli&#8230;.!<\/p>\n<p>Il tutto contenuto in una sacca di circa 35 kg che le &#8220;Aerolineas Argentinas&#8221;, bonta&#8217; loro, ci avevano autorizzato come extra peso a differenza di tutte le altre compagnie aeree.<\/p>\n<p>La navigazione da noi scelta, complessivamente di circa 300 miglia si svolge tra le isole dell&#8217;Arcipelago di Wollastone, con itinerari variabili scelti dallo skipper, in funzione delle condizioni metereologiche.<\/p>\n<p>Decollati da Torino con scali a Roma e Buenos Aires atterriamo finalmente ad Ushuaia, mitica Ushuaia, la citta&#8217; della fine del mondo, dove mi rendo piacevolmente conto che il fuso orario di 4 ore non mi da alcun fastidio.<\/p>\n<p>E, finalmente,\u00a0 li&#8217; veramente si sente il respiro del Capo!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<h3><strong>Dal mio diario di bordo:<\/strong><\/h3>\n<p>&#8221; &#8230; fuori fa parecchio freddo non di temperatura (0\u00b0) ma di vento.quand&#8217;e&#8217; calmo ci sono 25 nodi, attorno a noi, ogni cosa, in particolare le barche, sono concepite per questi climi e per questi mari. \u2013<\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 01.03.1983 ore 11.00<\/strong> : il &#8220;Gindungo&#8221; molla gli ormeggi con 6 persone a bordo: io, Ezio,Luciano, Antonio.\u00a0 Alberto ha preferito\u2026tornare a casa\u2026Mono e Chappy un simpatico marinaio.<\/p>\n<p>Purtroppo sembra che un\u2019enorme perturbazione che si stia formando in Pacifico stia per venirci addosso e rischiamo di stare fermi per una settimana, prima ancora di cominciare. (il\u2026prudente\u2026 Alberto!)<\/p>\n<p>La navigazione di quel giorno percio\u2019 e\u2019 piuttosto breve e si conclude a Porto Williams con foche, pinguini, leoni marini e un&#8217;orca. Parecchi pccoli (?) iceberg alla deriva\u2026<\/p>\n<p>fa un freddo cane. nel cielo si sono date convegno tutte le sfumature del grigio.<\/p>\n<p>Il paesaggio e&#8217; comunque tanto selvaggio quanto incredibilmente emozionante.<\/p>\n<p>A terra beviamo un aperitivo caro come da Cipriani a Venezia.<\/p>\n<p><strong>02.03.1983<\/strong> scopriamo che la perturbazione si sta esaurendo e ci godiamo una bella giornata di sole, strano perche&#8217; non passa giorno senza pioggia, e sui monti a poche centinaia di metri sopra di noi, nevica.<\/p>\n<p>Ci accoglie Porto Toro con poche case di pescatori, un pontile con qualche barca da pesca e,attratti dalla voglia di pesce, scopriamo che il denaro non serve !<\/p>\n<p>Qui esiste solo il baratto, con una bottiglia di vino compriamo un secchio pieno di giganteschi e saporitissimi granchi locali, (centosa) che il nostro \u201cMono\u201d cucina sapientemente.<\/p>\n<p><strong>04.03.1983<\/strong><\/p>\n<p>la rotta e&#8217; per una baia subito a nord di Capo Horn, la navigazione avviene fra le isole ed il mare e&#8217; calmo, non abbiamo ancora visto l&#8217;onda oceanica, quella grossa,<\/p>\n<p>ma il vento si !!<\/p>\n<p>Si alternano fiocco e trinchetta, 2 o 3 mani di terzaroli, spesso la falchetta va in acqua e pensare che pesiamo 26 tonnellate!<\/p>\n<p>Ci alterniamo anche al timone!! : se&#8217; si adopera la praticissima barra e\u2019come tenere per la coda un elefante impazzito!<\/p>\n<p>L\u2019anemometro spazia vivacemente tra i 30 ed i 40 nodi. Sento che ci stiamo avvicinando al Capo !!<\/p>\n<p>A sera ci ritroviamo in una splendida baia ridossata, all&#8217;ancora, come se fossimo in una baia della sardegna con 10 nodi. ma qui ce ne sono 40 ed il mare e&#8217; tutto bianco!<\/p>\n<p>C&#8217;e&#8217; una spiaggia senza orme, senza vita, qualche arbusto tenta di crescere nel lato sottovento, perche&#8217; dall&#8217;altra parte niente resiste al vento, niente.. quella sera tutti dormono, io no come al solito. ma non voglio prendere il mio dalmadorm!<\/p>\n<p>Fuori il frastuono e\u2019 forte, il pensiero vaga tra i rumori del vento nel sartiame e l\u2019emozione di essere ad un passo dalla meta piu&#8217; ambita da tanti naviganti !<\/p>\n<p><strong>Eravamo a Capo Horn!<\/strong><\/p>\n<p>Il pensiero correva alle migliaia di marinai che a spese della propria vita avevano contribuito alla sua fama, ed infatti quella mattina abbiamo notato la enorme quantita&#8217; di relitti segnati sulla carta nautica.<\/p>\n<p>Siamo ad un passo tra l&#8217;unione del Pacifico con l&#8217;Atlantico.<\/p>\n<p>Sembra di essere vicino alla tana di un drago di cui sentiamo ogni respiro, ogni movimento, l&#8217;indomani l&#8217;avremmo affrontato.<\/p>\n<h3>Dal diario di bordo:<\/h3>\n<p>&#8221; &#8230; <strong>04.03.1983<\/strong> e\u2019 Venerdi\u2019 un\u2026Venerdi\u2019\u2026 da leoni.<\/p>\n<p>andremo in mare aperto,ci saranno le onde grandi del Pacifico ed affronteremo il capo.<\/p>\n<p>A bordo \u201cMono\u201d rizza ogni cosa con la massima cura, precauzione lodevole, ma se fatta da lui, molto inquietante !<\/p>\n<p>Il vento e&#8217; buono, portante, 30 nodi.<\/p>\n<p>Dopo diverse ore di navigazione, usciamo dal ridosso ed improvvisamente eccolo, e&#8217; davanti a noi, minaccioso, tenebroso, imponente.<\/p>\n<p>No, sicuramente non e&#8217; un capo come tanti altri, sembra che sia li&#8217; a sfidare la potenza della natura, i venti e le onde piu&#8217; forti del pianeta.<\/p>\n<p>L\u2019onda e&#8217; veramente grande e potente; eppure con quel vento solo alcune creste frangono.<\/p>\n<p>Sulla loro sommita&#8217; e\u2019 forte la voglia di buttarsi giu&#8217; in una interminabile planata.<\/p>\n<p>Affascinante e pauroso l&#8217;impatto tra le enormi masse d&#8217;acqua senza freni e le rocce del capo, tanto che gli altissimi scogli che lo circondano vengono completamente sommersi.<\/p>\n<p>Sono onde che percorrono migliaia di miglia spinte dai 50 urlanti e si scaraventano qui contro le rocce del capo.<\/p>\n<p>che immensa emozione! ne valeva la pena!!<\/p>\n<p>Sembra di assistere ad un interminabile braccio di ferro tra acqua e roccia. si ha la sensazione che qui&#8217; la natura abbia concentrato le sue forze piu&#8217; grandi e che queste si sfidino in una lotta eterna.<\/p>\n<p>Siamo affascinati, conquistati ed annichliti &#8230;adesso finalmente capisco davvero la definizione che qualcuno ( Bernard Moitessier ) ha dato al Capo : \u201cl\u2019assoluta purezza dell\u2019Horn \u2026.! &#8221;<\/p>\n<p>Quella sera siamo rientrati nella stessa baia dalla quale eravamo partiti al mattino, per iniziare il mattino successivo, la rotta di ritorno.<\/p>\n<p>Ricordo di essere rimasto attonito come se fossi stato condizionato da una visione spettrale, scovolgente.<\/p>\n<p>Restiamo seduti, in silenzio, come estasiati, e questa sensazione e\u2019 rimasta, fortissima, per parecchie ore..\u00a0 mi rimarra\u2019 per sempre.<\/p>\n<p>Ma dopo poco la musica e\u2019 cambiata ed anche bruscamente !<\/p>\n<p>La mattina seguente, appena salpati, un groppo ci e\u2019 piombato addosso con una violenza inaudita.<\/p>\n<p>Le raffiche superavano facilmente i 60 nodi, il mare e\u2019 tutto bianco, non si vede niente, solo la distanza tra poppa e prua. e il timore onnpresente degli iceberg!<\/p>\n<p>Il viso e\u2019 colpito da migliaia di aghi appuntiti dolorosissimi.<\/p>\n<p>Si, sono gocce d&#8217;acqua che per il freddo si solidifica in ghiaccio ed il vento te li spara\u00a0 in faccia con una violenza spaventosa. Tonnellate di onde spazzolano la tolda.<\/p>\n<p>La barca si comporta bene, abbiamo solo la trinchetta ma non e\u2019 una navigazione facile egualmente in quelle condizioni.<\/p>\n<p>Sappiamo di avere delle isole sottovento e non si vede niente, e\u2019 difficile valutare lo scarroccio e non c\u2019era , allora, il gps cartografico.<\/p>\n<p>\u201cMono\u201d riporta sulla carta le coordinate geografiche con molta attenzione, un errore di poche frazioni di miglio sarebbe\u00a0 fatale! quel vento e\u2019 durato diverse ore e questa volta ci ha messo veramente a durissima prova.<\/p>\n<p>La tensione e\u2019 al massimo.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte e\u2019 il prezzo che dobbiamo pagare per aver affrontato il Capo. Ecco perch\u00e9 dopo un lungo viaggio qualcuno se l\u2019\u00e8 data a gambe.<\/p>\n<p>Per noi, marinai della domenica,\u00a0 e di qualche settimana, sono condizioni dure ed estreme, per \u201cMono\u201d la consuetudine, e si vede !!<\/p>\n<p>Dopo il groppo, senza altri episodi particolari, in un paio di giorni siamo rientrati ad Usuhaia e li si e\u2019 conclusa questa fantastica avventura.<\/p>\n<p>Nella mia mente e&#8217; rimasta scolpita la visione spettrale e tenebrosa del Capo e di quel tratto di costa, le grandi onde dell&#8217;oceano, la forza incontrastabile di quei venti, tutte sensazioni forti ed indimenticabili.<\/p>\n<p>Capo Horn non e&#8217; stata solo una grande esperienza sotto il profilo nautico, e&#8217; servita soprattutto a ridimensionare il rapporto tra l&#8217;uomo e la natura: l&#8217;uomo, piccolo essere fragile e debole e la natura, padrona assoluta della vita stessa.<\/p>\n<p>La quotidianita&#8217; vissuta alle nostre latitudini ci porta inevitabilmente ad assumere atteggiamenti di sicurezza ed arroganza e ci spinge spesso ad affrontare la natura con ingiusta presunzione.<\/p>\n<p>Capo Horn con le sue grandi onde ci ha ridimensonati tutti e<\/p>\n<p>ricollocato al giusto posto, ridando vita a valori come la prudenza e l&#8217;umilta&#8217; che troppo spesso, in mare, ma soprattutto nella vita di tutti i giorni, dimentichiamo. Queste esperienze saranno per sempre solo mie.<\/p>\n<p><strong>carlo bolmida\u00a0 Maggo 1984<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_6207\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/23.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6207\" class=\"size-medium wp-image-6207\" title=\"TUTTO TRANQUILLO!  Eccomi al timone del GINDUNGO\u2026l\u00e0 dietro: il Capo. 1983\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/23-190x300.jpg\" alt=\"\" width=\"190\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/23-190x300.jpg 190w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/23.jpg 507w\" sizes=\"auto, (max-width: 190px) 100vw, 190px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6207\" class=\"wp-caption-text\">TUTTO TRANQUILLO! Eccomi al timone del GINDUNGO\u2026l\u00e0 dietro: il Capo. 1983<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Soy el Albatros que te espera en el final del mundo.<br \/>\nSoy el alma olvidada de los marineros muertos que cruzaron el Cabo de Hornos desde todos los mares de la tierra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Pero ellos no murieron en las furiosas olas, <\/strong><br \/>\n<strong> hoy vuelan en mis alas, <\/strong><br \/>\n<strong> hacia la eternidad, <\/strong><br \/>\n<strong> en la \u00faltima grieta de los vientos ant\u00e1rticos<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sono l\u2019Albatros che ti attende alla fine del mondo.<br \/>\nSono l\u2019anima dimenticata dei marinai morti<br \/>\nChe attraversarono il Capo Horn fra tutti i mari della terra.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Per\u00f2 essi non morirono nelle furiose onde,<br \/>\noggi volano sulle mie ali,<br \/>\nverso l\u2019eternit\u00e0,<br \/>\nnell\u2019ultima fessura dei venti antartici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">traduzone di Carlo Bolmida<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_6206\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6206\" class=\"size-medium wp-image-6206\" title=\"Monumento ai Caphornier ad Imperia Porto Maurizio con scolpiti i loro nomi\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/13-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/13-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/13.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6206\" class=\"wp-caption-text\">Monumento ai Caphornier ad Imperia Porto Maurizio con scolpiti i loro nomi<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pezzo pubblicato dal SECOLO XIX suppl. 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