{"id":6334,"date":"2012-09-01T10:19:38","date_gmt":"2012-09-01T10:19:38","guid":{"rendered":"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/?p=6334"},"modified":"2012-09-01T10:31:38","modified_gmt":"2012-09-01T10:31:38","slug":"piero-angela-e-gli-scacchi-a-quark","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2012\/09\/01\/piero-angela-e-gli-scacchi-a-quark\/","title":{"rendered":"Piero Angela e gli scacchi a Quark."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_6341\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-6341\" class=\" wp-image-6341\" title=\"La trasmissione di Piero Angela coi fratelli Brunello\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/1.jpg 967w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/1-300x176.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-6341\" class=\"wp-caption-text\">La trasmissione di Piero Angela coi fratelli Brunello<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pi\u00f9 grande divulgatore scientifico italiano, Piero Angela, \u00e8 anche un grande appassionato del gioco degli scacchi e in varie occasioni \u00e8 stato presente come testimonial del nobil gioco, come nel 2006 a Torino per le olimpiadi di scacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggo su <a title=\"Wikipedia\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piero_Angela\" target=\"_blank\">wikipedia <\/a>questa sua dichiarazione <strong>\u00ab<\/strong>\u00a0Personalmente, mi sono annoiato mortalmente a scuola e sono stato un pessimo studente. Tutti coloro che si occupano di insegnamento dovrebbero ricordare continuamente l&#8217;antico motto latino <strong>&#8220;ludendo docere&#8221;<\/strong>, cio\u00e8 &#8220;insegnare divertendo&#8221;.<strong>\u00bb<\/strong> La riporto perch\u00e9 Piero Angela ha proprio aperto un servizio sugli scacchi, <a title=\"Quark\" href=\"http:\/\/www.rai.tv\/dl\/RaiTV\/programmi\/media\/ContentItem-da17157d-0c94-463e-a372-8203dced2475.html\" target=\"_blank\">andato in onda gioved\u00ec scorso su Rai 1<\/a>,\u00a0 con questo motto latino: ludendo docere, cio\u00e9 insegnare giocando! Per il presentatore di Quark, come per tutti noi che operiamo nel mondo della didattica scacchistica, l&#8217;auspicio \u00e8 quello di vedere introdotti gli scacchi strutturalmente nei programmi scolastici e la scheda tecnica preparata come premessa ad un&#8217;intervista ai fratelli Marina e Sabino Brunello elencava tutta una serie di vantaggi cognitivi per gli studenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo discorso iniziale Piero Angela ha accennato allo sviluppo del pensiero critico e alla possibilit\u00e0 di pianificare le proprie mosse, evitando di cogliere un vantaggio immediato ma dalle conseguenze disastrose, permettendosi persino una sottile frecciatina ai nostri politici (&#8220;proprio ci\u00f2 che accade adesso&#8221;). La cosiddetta crisi economica per esempio \u00e8 il frutto di dissennate operazioni finanziarie (swap e derivati e altre diavolerie borsistiche, tra cui le speculazioni sugli spread dei titoli pubblici) che hanno consentito a qualche governo una capitalizzazione immediata con la conseguenza di debiti odiosi per le future generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiusa questa mia breve digressione, voglio anche fare qualche rilievo critico sul servizio di Quark, che ha anche l&#8217;innegabile merito di aver fatto una grande pubblicit\u00e0 al nostro mondo, soprattutto con la bellissima e documentata scheda tecnica. Si \u00e8 parlato delle molteplici possibilit\u00e0 di mosse vincenti (qualche migliaio &#8211; sic! ), delle aree cerebrali coinvolte nel principiante e nel professionista; delle ricerche scientifiche (tra cui anche la recentissima svolta in collaborazione con<a title=\"Progetto SAM\" href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/index.php\/2011\/05\/28\/test-invalsi-progetto-sam\/\" target=\"_blank\"> l&#8217;INVALSI <\/a>che ha mostrato un netto miglioramento nella matematica nei bambini che facevano scacchi a scuola); della dichiarazione scritta del Parlamento europeo che raccomanda agli Stati membri di introdurre <a href=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/index.php\/2012\/04\/21\/scacchi-scolastici-una-risorsa-multidisciplinare\/\" target=\"_blank\">gli scacchi come materia<\/a>; della grande utilit\u00e0 documentata in situazioni di disagio, di bullismo, di deficit cognitivo. Le immagini hanno mostrato dei momenti di innovativa didattica, per esempio la psicomotricit\u00e0, nelle scuole piemontesi, conferamando pienamente la definizione degli scacchi come &#8220;Sport della mente&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le uniche mie critiche si riferiscono pertanto all&#8217;intervista ai fratelli Brunello: sia perch\u00e9 il tenore delle domande &#8211; probabilmente in ossequio alle regole dell&#8217;audience &#8211; non sia andato oltre ai classici luoghi comuni, sia perch\u00e9 le risposte, spesso imbeccate dallo stesso Angela, non sono state particolarmente brillanti da parte dei due campioni (ma non voglio assolutamente fargliene una colpa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto l&#8217;ingresso in una splendida scacchiera gigante in legno (elegantissima, ma mi auguro non abbiano fatto una spesa esorbitante solo per questa breve comparsata): non c&#8217;\u00e8 stato neppure un movimento mentre elencare rapidamente i movimenti principali richiede <a title=\"Un video simpatico!\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=YKr2WOmNCG8\" target=\"_blank\">pochi minuti<\/a>. La prima domanda \u00e8 stata per Marina (che Angela aveva gi\u00e0 incontrato nel 2006 alle olimpiadi di\u00a0 Torino): &#8220;A che et\u00e0 hai iniziato a giocare a scacchi?&#8221; E&#8217; ovvio che in queste trasmissioni la scaletta non lascia niente al caso e pertanto queste domande sono programmate: quindi una domanda simile ha il significato sottinteso di &#8220;A che et\u00e0 si pu\u00f2 cominciare a giocare a scacchi?&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora poich\u00e9 Marina e Sabino, che io stimo entrambi, sono stati presentati subito come due eccezioni (&#8220;Marina \u00e8 Maestra Internazionale, la seconda che l&#8217;Italia abbia avuto; mentre Sabino \u00e8 addirittura Grande Maestro: il massimo titolo raggiugibile!&#8221;), rispondere: &#8220;Ho imparato a quattro anni, ed \u00e8 stato proprio Sabino ad insegnarmi&#8221;, a mio parere evade la domanda sottintesa. Se io non conoscessi l&#8217;ambiente scacchistico mi farei l&#8217;opinione che questa sia la predestinazione di pochi eletti, mentre sappiamo che qualunque bambino pu\u00f2 iniziare a giocare a quattro anni, anche senza l&#8217;ausilio di un Grande Maestro e questo sarebbe stato il messaggio da far passare in una ribalta cos\u00ec importante per una maggiore popolarizzazione del nostro gioco, dato che tutta la scheda tecnica perorava questa tesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda domanda \u00e8 stata rivolta a Sabino: &#8220;Quante ore al giorno dedichi agli scacchi?&#8221; Anche questa semplice domanda pu\u00f2 far nascere nell&#8217;opinione pubblica qualche equivoco: quante ore bisogna dedicare agli scacchi per diventare bravo? E&#8217; un gioco in cui conta la fantasia o la preparazione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta di Sabino, che non \u00e8 preceduta dalla consapevolezza di dare un&#8217;informazione generale sul mondo degli scacchi ma al contrario una risposta particolare all&#8217;intervistarore \u00e8 stata la sincera: &#8220;Quattro o cinque ore al giorno&#8221;. Ma questa \u00e8 la preparazione di un professionista (per alcuni dei quali le ore arrivano senz&#8217;altro anche ad una decina!) mentre per i comuni mortali pensare di dedicare cos\u00ec tanto tempo al gioco potrebbe sembrare addirittura una mania. Intendo dire che un profano si far\u00e0 l&#8217;idea che sia un gioco complicato e pertanto non sia neppure il caso di provare ad iniziare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi Piero Angela si lancia nella metafora del soldato (il dilettante) che vede solo ci\u00f2 che accade attorno a s\u00e9, mentre il generale (il campione) vede dalla sua collina tutto lo svolgersi degli avvenimenti, e chiede conferma a Marina: &#8220;E&#8217; cos\u00ec?&#8221; Marina risponde educatamente che un buon giocatore di scacchi ha un colpo d&#8217;occhio che gli consente di comprendere subito lo sviluppo successivo del gioco, ma anche da dove si sia originato (dettaglio che introduce senz&#8217;altro la successiva domanda).<br \/>\nA questo punto Piero Angela si rivolge a Sabino: &#8220;E proprio questo colpo d&#8217;occhio \u00e8 quello che consente di poter giocare decine di partite in simultanea contro altrettanti avversari, tu Sabino fai delle simultanee?&#8221; Ora, senza alcuna premessa sul valore divulgativo delle simultanee, che non rappresentano la norma del nostro ambiente, lo spettatore potrebbe ancora una volta farsi un&#8217;idea distorta degli scacchi e pensare nuovamente che bisogna essere dei fenomeni per giocare; quindi la risposta di Sabino (un laconico &#8220;S\u00ec!&#8221;) perde l&#8217;occasione per far comprendere che questi virtuosismi si fanno storicamente per accontentare le platee. Occasione persa anche nella successiva domanda, quella sulle partite alla cieca (qui lo spettatore deve essere sprofondato nella poltrona): pensare che si possano fare delle partite senza vedere la scacchiera, cio\u00e9 tenendo tutte le mosse a mente, per chiunque non sappia neppure giocare a scacchi deve dare l&#8217;idea di un&#8217;intelligenza sovrumana, senza la quale non si hanno speranze nel gioco degli scacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9, nonostante la grande opportunit\u00e0 che pu\u00f2 dare la televisione, se si rimane sui fenomeni marginali non si dar\u00e0 mai l&#8217;impressione che il gioco degli scacchi possa essere giocato da tutti e a tutte le et\u00e0, che non richieda necessariamente un impegno prolungato (altra domanda a Marina, che ha risposto che le partite sono molto stressanti e durano mediamente 4 ore ma possono arrivare anche a 6 o 7); insomma manca la premessa che si pu\u00f2 giocare a tutti i livelli e non necessariamente a livello agonistico, per il quale &#8211; come ogni altro sport &#8211; \u00e8 necessaria una grande preparazione fisica e\u00a0 mentale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pi\u00f9 grande divulgatore scientifico italiano, Piero Angela, \u00e8 anche un grande appassionato del gioco degli scacchi e in varie occasioni \u00e8 stato presente come testimonial del nobil gioco, come nel 2006 a Torino per le olimpiadi di scacchi. 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