{"id":7103,"date":"2012-11-26T09:12:48","date_gmt":"2012-11-26T09:12:48","guid":{"rendered":"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/?p=7103"},"modified":"2012-11-26T19:41:22","modified_gmt":"2012-11-26T19:41:22","slug":"la-creativita-e-gli-scacchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2012\/11\/26\/la-creativita-e-gli-scacchi\/","title":{"rendered":"La creativit\u00e0 e gli scacchi."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" id=\"il_fi\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Regina.jpg\" alt=\"\" width=\"339\" height=\"325\" \/>Lo spunto per questo post sono due articoli letti ieri sul web: il primo, scritto dal Prof Woland sul blog di Luigi Bruschi, parla di una <a href=\"http:\/\/bruschi.blogautore.espresso.repubblica.it\/2012\/11\/25\/creativita-pensiero-convergente-pensiero-divergente\/\" target=\"_blank\">ricerca sul declino della creativit\u00e0<\/a>; il secondo, scritto dall&#8217;amico Alex Wild, annuncia il suo prossimo ciclo di <a title=\"Alex Wild\" href=\"http:\/\/scacchi012.wordpress.com\/2012\/11\/26\/4moreyears\/\" target=\"_blank\">4 anni di scacchi scolastici<\/a> a 9 classi di seconda primaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo articolo parla di una sperimentazione condotta su 300.000 americani, bambini e adulti, sottoposti al test Torrance del pensiero creativo dal professore associato di psicologia dell\u2019educazione presso il College William &amp; Mary a Williamsburg (Virginia) <strong>Kyung Hee Kim,<\/strong> e denuncia sostanzialmente una preoccupante diminuzione del pensiero critico e della creativit\u00e0, intesa come propensione a ricercare diverse soluzioni al problema piuttosto che una strada univoca (come invece vorrebbero la logica e l&#8217;intelligenza)<strong><\/strong>. L&#8217;articolo \u00e8 citato a corredo della recente esperienza dell&#8217;autore di insegnare gli scacchi in una quarta elementare di Firenze e per questo motivo ho avuto modo di leggerlo; mi ha semplicemente ricordato di una somministrazione dello stesso test da parte di una laureanda in Scienza dell&#8217;Educazione dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Sassari, Eleonora Frunzio, ad una classe che aveva fatto scacchi con me per tre anni: dalla prima alla terza elementare. I dati raccolti dalla tirocinante e vagliati da un&#8217;equipe coordinata dal responsabile del reparto di neuro-psichiatria infantile del Policlinico sassarese, prof. Giuseppe Tola,\u00a0 e dal ricercatore dell&#8217;Universit\u00e0 di Sassari dott. Arcangelo Uccula, dovevano servire da &#8220;sondaggio&#8221; (ne furono somministrati di svariati tipi) per privilegiare un&#8217;ipotesi di lavoro per una ricerca longitudinale da svolgersi negli anni successivi (progetto poi accantonato per mancanza di fondi). Ma i risultati furono subito giudicati molto interessanti proprio per ci\u00f2 che concerne la creativit\u00e0, spiccatamente superiore alla classe gruppo di controllo nella sperimentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che posso confermare secondo la mia decennale osservazione \u00e8 che gli scacchi abituano al ragionamento analitico, ma non con rigore matematico, bens\u00ec rinforzando il cosiddetto pensiero divergente o laterale: la scelta delle varianti giocate negli scacchi scolastici non \u00e8 frutto di schematismo ma di un approccio personalissimo al problema. E qui vengo all&#8217;articolo di Alex Wild, che scrive appunto del suo ruolo di osservatore nei corsi di scacchi scolastici: lo scopo \u00e8 quello di fare emergere spontaneamente sia l&#8217;interesse che la motivazione semplicemente con l&#8217;elemento ludico degli scacchi, senza interferire (errore che fanno molti istruttori &#8220;sportivi&#8221; alle loro prime esperienze nelle scuole) nei processi psichici dei bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il motivo di questo atteggiamento, che condivido appieno, \u00e8 quello di favorire una libert\u00e0 ed originalit\u00e0 di pensiero e di studiarne (con uno spirito davvero scientifico) le naturali evoluzioni. Potrei citare innumurevoli casi di soluzioni brillanti ai quesiti posti ai miei allievi, ma credo che chiunque abbia a che fare con la fantasia dei bambini abbia capito cosa intendo dire: il mondo visto dai bambini \u00e8 spesso molto pi\u00f9 ricco da quello proposto dagli adulti, quindi il compito dei bravi educatori non deve essere quello di uniformare tutti verso un ipotetico &#8220;migliore&#8221; ragionamento, ma di comprendere invece le istanze e la sensibilit\u00e0 delle proposte &#8220;diverse&#8221; suggerite dai bambini.<\/p>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spunto per questo post sono due articoli letti ieri sul web: il primo, scritto dal Prof Woland sul blog di Luigi Bruschi, parla di una ricerca sul declino della creativit\u00e0; il secondo, scritto dall&#8217;amico Alex Wild, annuncia il suo prossimo ciclo di 4 anni di scacchi scolastici a 9 classi di seconda primaria. 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