{"id":7124,"date":"2012-12-06T10:16:52","date_gmt":"2012-12-06T10:16:52","guid":{"rendered":"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/?p=7124"},"modified":"2012-12-06T10:19:06","modified_gmt":"2012-12-06T10:19:06","slug":"la-gestione-dei-conflitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2012\/12\/06\/la-gestione-dei-conflitti\/","title":{"rendered":"La gestione dei conflitti."},"content":{"rendered":"<div style=\"width: 515px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"La lite\" src=\"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/La-lite1.jpg\" alt=\"\" width=\"505\" height=\"367\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Illustrazione di Francis Manfredi<\/p><\/div>\n<p>Il gioco degli scacchi, tra le altre cose, pu\u00f2 essere anche un grande strumento per accompagnare i bambini (ma anche gli adulti) ad una migliore gestione dei conflitti. Spesso accade infatti che la loro naturale litigiosit\u00e0 venga innescata da futili motivi, per i quali comunque c&#8217;\u00e8 solitamente una norma di regolamento. Le liti pi\u00f9 comuni sono infatti la scelta del colore (ed esiste innanzi tutto il sorteggio e poi l&#8217;alternanza); le mosse irregolari (ed il regolamento ne consente solo 3); la cattiva abitudine di toccare i pezzi o di ritirare le mosse gi\u00e0 eseguite (e anche qui vale la regola &#8220;Pezzo toccato, pezzo mosso; pezzo lasciato pezzo giocato&#8221;, che io ho sintetizzato nel mio proverbio:<strong> &#8220;Pensare, toccare e giocare: e non si pu\u00f2 ritirare&#8221;<\/strong>). Altre volte i bambini si lamentano che l&#8217;avversario disturba, oppure &#8211; una volta in vantaggio &#8211; prende in giro.<\/p>\n<p>Nonostante le regole ed il buon senso che l&#8217;istruttore pu\u00f2 mettere in atto in questi casi spesso la conflittualit\u00e0 rimane come una nuvola sopra i due compagni di gioco e non \u00e8 raro il caso in cui uno dei due &#8211; offeso &#8211; preferisca abbandonare le partita per non avere a che fare con l&#8217;altro. Ecco, ritengo che questi momenti siano molto pi\u00f9 importanti di qualsiasi lezione teorica sulle aperture (solo per fare un esempio): in questi momenti non stiamo solo guidando i giovani verso il corretto contegno sportivo, ma anche verso una loro pi\u00f9 genuina condotta sociale.<\/p>\n<p>L&#8217;accettazione delle regole non deve essere vista da nessuno come una scomoda necessit\u00e0, ma come la convenienza di entrambi (non a caso la convenzione e la consuetudine sono le prime fonti del diritto). Ma ci\u00f2 che mi preme sottolineare in questo post \u00e8 l&#8217;opportunit\u00e0 che il gioco degli scacchi nel contesto scolastico dia l&#8217;occasione agli educatori (insegnanti e istruttori) di guidare i bambini verso una loro crescita emotiva e mediare tra i loro scambi interpersonali suggerendo una pragmatica consapevolezza di risoluzione delle liti. Gli scacchi hanno gi\u00e0 intrinsecamente un&#8217;autoregolazione, perch\u00e9 mossa dopo mossa i giocatori devono necessariamente prendere in considerazione il volere dell&#8217;altro e spesso scendere a compromessi o accettare delle concessioni. L&#8217;obiettivit\u00e0 e la perizia di un giocatore sono le doti psicologiche pi\u00f9 adatte per qualsiasi giocatore, ecco perch\u00e9 ritengo che queste piccole &#8220;beghe&#8221; siano ancora pi\u00f9 importanti da risolvere di piccole combinazioni di scacco matto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gioco degli scacchi, tra le altre cose, pu\u00f2 essere anche un grande strumento per accompagnare i bambini (ma anche gli adulti) ad una migliore gestione dei conflitti. Spesso accade infatti che la loro naturale litigiosit\u00e0 venga innescata da futili motivi, per i quali comunque c&#8217;\u00e8 solitamente una norma di regolamento. 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