{"id":7469,"date":"2017-02-13T13:24:12","date_gmt":"2017-02-13T13:24:12","guid":{"rendered":"http:\/\/sassariscacchi.fuoriradio.com\/?p=7469"},"modified":"2017-02-13T13:24:12","modified_gmt":"2017-02-13T13:24:12","slug":"il-fair-play-negli-scacchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2017\/02\/13\/il-fair-play-negli-scacchi\/","title":{"rendered":"Il fair play negli scacchi."},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.repstatic.it\/content\/nazionale\/img\/2015\/10\/28\/032236336-0f951c87-e2bc-4472-884c-18c961b9703d.jpg\" alt=\"Immagine correlata\" \/><\/p>\n<p>Lo spunto per questo post \u00e8 dato dalla recente <a href=\"http:\/\/www.federscacchi.it\/doc\/notcom\/d20170210030642_lettera_aperta_atleti.pdf\">lettera aperta<\/a> che un gruppo di titolati GM italiani hanno indirizzato alla Federazione Scacchistica Italiana, nella quale si chiede apertamente a tutto il movimento scacchistico (giocatori, istruttori e dirigenti) di fare del loro meglio per dimostrare che gli scacchi sono un gioco sano e pulito.<\/p>\n<p>Anche se nelle intenzioni dei firmatari gli obiettivi sono quelli di stigmatizzare il ricorso sleale al cheating e addirittura alle partite combinate per favorire o sfavorire in classifica altri giocatori (spesso in relazione a premi in denaro o qualificazioni a importanti campionati), questa lettera ha anche aperto un&#8217;autostrada per iniziare a parlare veramente della correttezza degli scacchisti, dentro e fuori dalla scacchiera.<\/p>\n<p>Personalmente, forse esagerando, ho sempre pensato che la cornice della scacchiera debba comprendere anche i due giocatori, e ho sempre cercato di non fare uno sgarbo al mio avversario di nessun genere: per esempio pestando violentemente l&#8217;orologio nelle fasi di zeitnot, reiterando proposte di patta puntualmente rifiutate dall&#8217;avversario, bivaccando con snack e beveroni incredibili durante il turno di riflessione dell&#8217;avversario, e cos\u00ec via dicendo&#8230;<br \/>\nIo, forse non sono un agonista, ma mi dissocio totalmente da quel pensiero attribuito a Lasker che essendo gli scacchi una lotta si deve cercare di ottenere il massimo di disturbo psicologico (per esempio se l&#8217;avversario odia il fumo di fumargli contro, se si giocasse all&#8217;aperto di metterlo a sfavore di luce ecc.).<br \/>\nMa mi spingo anche oltre: se una partita \u00e8 irrimediabilmente persa (una Torre o una Donna in meno senza alcun compenso) stringo la mano all&#8217;avversario anzich\u00e9 aspettare una sua cappella che possa ribaltare l&#8217;esito; molte volte ho avuto discussioni nel merito con dei bravi giocatori agonisti che invece dicono: &#8220;Se l&#8217;avversario ha due pezzi di vantaggio \u00e8 perch\u00e9 io ho sbagliato, quindi perch\u00e9 non dovrebbe sbagliare anche lui?&#8221;. Semplicemente perch\u00e9 continuando a giocare glielo sto , poco sportivamente, augurando.<\/p>\n<p>Adesso, io considero fair play un atteggiamento che al termine della partita deve farci sentire pi\u00f9 amici di prima anche se io ho meritatamente perso: ogni mezzuccio utilizzato da un agonista per vincere finisce inevitabilmente per minare un&#8217;amicizia ma anche solo una relazione di conoscenza. Il gioco degli scacchi non \u00e8 un&#8217;arte marziale in cui devo mettere al tappeto fisicamente l&#8217;avversario, e neppure come pensava Fischer &#8220;di annientare il suo ego&#8221;. Da istruttore io sto molto attento che i miei allievi non adottino mai un comportamento cos\u00ec anti sportivo e mi piacerebbe che questa fosse la prassi per tutti, giocatori e istruttori: la vittoria ad ogni costo \u00e8 una sconfitta per il bene degli scacchi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spunto per questo post \u00e8 dato dalla recente lettera aperta che un gruppo di titolati GM italiani hanno indirizzato alla Federazione Scacchistica Italiana, nella quale si chiede apertamente a tutto il movimento scacchistico (giocatori, istruttori e dirigenti) di fare del loro meglio per dimostrare che gli scacchi sono un gioco sano e pulito. Anche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-7469","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7469","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7469"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7469\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7473,"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7469\/revisions\/7473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}