{"id":7691,"date":"2020-06-15T15:41:36","date_gmt":"2020-06-15T15:41:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/?p=7691"},"modified":"2020-06-15T15:41:36","modified_gmt":"2020-06-15T15:41:36","slug":"i-motori-scacchistici-a-cosa-servono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2020\/06\/15\/i-motori-scacchistici-a-cosa-servono\/","title":{"rendered":"I motori scacchistici: a cosa servono?"},"content":{"rendered":"\n<p>Prendo spunto dal posticipo dell&#8217;inizio (venerd\u00ec prossimo alle 18:00) del primo <strong><a href=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2020\/06\/11\/workshop-sui-motori-scacchistici\/\">workshop sui motori scacchistici<\/a><\/strong> organizzato in Italia (\u00e8 ancora possibile iscriversi qui: <a href=\"http:\/\/www.alfierebianco.com\/index.php\/form-iscrizione\">Alfiere bianco.com<\/a> ) per trattare l&#8217;argomento in maniera propositiva. Infatti i motori (salvo essere utilizzati &#8211; male &#8211; dalla maggior parte degli scacchisti) sono in gran parte demonizzati e soprattutto additati di essere responsabili della morte degli scacchi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"315\" height=\"165\" src=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/01-Claude-Shannon.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7694\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/01-Claude-Shannon.jpg 315w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/01-Claude-Shannon-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 315px) 100vw, 315px\" \/><figcaption>Claude Shannon, il padre dell\u00ecintelligenza artificiale<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quindi, oltre a tranquillizzare sull&#8217;ottima salute del nostro nobil gioco che al contrario di quanto dicono gli apocalittici vivr\u00e0 almeno quanto avr\u00e0 vita il nostro pianeta, mi piacerebbe entrare nel merito della questione. Qualche giorno fa &#8211; su Facebook &#8211; quello che secondo me era un troll ha esclamato <strong><em>&#8220;Che senso ha oggi giocare a scacchi, dato che i computer surclassano i pi\u00f9 forti GM?&#8221; <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ora, a parte che da quando esistono le macchine la gente non ha smesso di camminare o correre, o che da quando esiste l&#8217;elettricit\u00e0 non ha smesso di godersi la luce del sole&#8230; Mi pare che ci\u00f2 che non si prende in considerazione \u00e8 che l&#8217;essere umano non potr\u00e0 mai replicare la potenza di gioco di un motore. Le varianti sono talmente numerose che sarebbe impossibile ricordarle tutte: quindi anche supponendo che un giorno il computer trovasse una variante vincente (e siamo ben lontani da quel momento) per lo scacchista non cambierebbe nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che mi preme considerare (e che ho risposto al volo su Facebook) \u00e8 che la Scienza non si \u00e8 fermata quando sono stati introdotti il telescopio e il microscopio: anzi se ne \u00e8 solo avvantaggiata. Quindi dobbiamo approcciarci ai motori scacchistici come a degli strumenti per migliorare la nostra conoscenza degli scacchi. Poter contare su uno strumento di analisi cos\u00ec potente non solo ha contribuito ad un miglioramento del livello di gioco dei pi\u00f9 forti GM, ma lo sar\u00e0 anche dei semplici appassionati, che potranno avere sempre una valutazione immediata delle loro mosse.<br>L&#8217;utilizzo di interfacce grafiche (<strong>GUI<\/strong>) sempre pi\u00f9 semplici da usare (e per giunta &#8211; come mostreremo nel workshop &#8211; gratuite!) unite ai fantastici progetti open-source che mettono a disposizione  di ognuno motori con una forza Elo di gioco di 3500, porteranno piuttosto ad una maggiore diffusione del gioco degli scacchi e persino &#8211; come sempre &#8211; ad una nuova frontiera dell&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro argomento spinoso \u00e8 il cheating: cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di avvalersi fraudolentemente dei motori in competizioni che lo vietano. In tutte le Federazioni e persino in tutte le piattaforme online si stanno sempre pi\u00f9 cercando (e trovando) sistemi anti-cheating e spesso gli algoritmi sono assicurati proprio dai computer. <br><br>Una altro scenario sar\u00e0 quello proposto a suo tempo da Kasparov che ipotizzava la nascita degli &#8220;advanced chess&#8221; o &#8220;scacchi per centauri&#8221;, cio\u00e9 sfide uomo+computer, in cui la differenza la faranno sempre gli umani (come gi\u00e0 avviene nel gioco per corrispondenza, in cui non si fa mistero che tutti usino i computer: laddove non sia espressamente vietato). L&#8217;importanza di queste nuove analisi nel gioco vivo \u00e8 innegabile e cos\u00ec come prima non era uno scandalo che si potesse utilizzare le Teoria scacchistica e la relativa cultura trascritta nei libri e nelle riviste specialistiche, domani non sar\u00e0 uno scandalo che i giocatori accedano consapevolmente e lealmente al supporto dei motori.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludo questa apologia della tecnologia invitando ancora gli appassionati scacchisti e i pi\u00f9 illuminati istruttori al workshop di Rodolfo Leoni, dove oltre ad una panoramica strorica sull&#8217;evoluzione dei parametri euristici di valutazione, dell&#8217;autoapprendimento, delle hashtables e tablebases,  sino ad arrivare alle moderne reti neurali impareranno a tenere la mente aperta!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendo spunto dal posticipo dell&#8217;inizio (venerd\u00ec prossimo alle 18:00) del primo workshop sui motori scacchistici organizzato in Italia (\u00e8 ancora possibile iscriversi qui: Alfiere bianco.com ) per trattare l&#8217;argomento in maniera propositiva. 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