{"id":8142,"date":"2025-10-19T15:08:02","date_gmt":"2025-10-19T15:08:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/?p=8142"},"modified":"2025-10-19T15:29:32","modified_gmt":"2025-10-19T15:29:32","slug":"scacco-al-tempo-samuel-reshevsky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2025\/10\/19\/scacco-al-tempo-samuel-reshevsky\/","title":{"rendered":"<strong>Scacco al tempo: Samuel Reshevsky<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-8.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-8-765x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-8143\" width=\"574\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-8-765x1024.png 765w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-8-224x300.png 224w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-8-768x1027.png 768w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-8.png 805w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel mondo degli scacchi pochi campioni hanno incarnato un paradosso pi\u00f9 umano e frustrante di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Samuel_Reshevsky\">Samuel Reshevsky<\/a>. La sua carriera, che abbraccia oltre mezzo secolo, \u00e8 la storia di una trasformazione unica: da <em>enfant prodige<\/em> che incantava le corti europee a grande maestro di caratura mondiale. Questo articolo esplora la dualit\u00e0 centrale della sua personalit\u00e0 scacchistica (<a href=\"https:\/\/unoscacchista.com\/2024\/05\/24\/r-sammy-reshevsky-un-po-cobra-e-un-po-asino\/\">sintetizzata in un ottimo articolo di Claudio Sericano per Uno Scacchista<\/a>): da un lato, il &#8220;<strong>cobra<\/strong>&#8220;, un giocatore posizionale tenace e quasi meccanico nella sua precisione; dall&#8217;altro, l'&#8221;<strong>asino<\/strong>&#8220;, un avversario notoriamente afflitto da cronica crisi di tempo (<em>Zeitnot<\/em>) e soggetto a errori decisivi. Questa contraddizione non sminuisce il suo ruolo storico cruciale come principale sfidante occidentale all&#8217;egemonia della scuola scacchistica sovietica nel dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>1. La vita innaturale di un &#8220;Enfant Prodige&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.scacco.it\/it\/prod\/samuel-reshevsky-a-compendium-of-1768-games?id=2456\">La storia di Reshevsky inizia in modo quasi fiabesco<\/a>. A partire dal 1915, il giovanissimo Samuel intraprese tourn\u00e9es attraverso l&#8217;Europa e gli Stati Uniti, esibendosi in simultanee che lasciavano sbalorditi maestri e profani. La sua fama era tale che gi\u00e0 nel 1918, un aneddoto lo ritrae mentre sconfigge senza alcuna intimidazione un presuntuoso generale tedesco, un primo assaggio della tenacia che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera.<\/p>\n\n\n\n<p>La percezione di quella vita, tanto straordinaria quanto anomala per un bambino, \u00e8 catturata dalle sue stesse parole, come riportate da <strong><a href=\"https:\/\/www.scacco.it\/it\/prod\/garry-kasparov-on-garry-kasparov-part-2-1985-1993?id=11871\">Garry Kasparov<\/a><\/strong>. Reshevsky rifletteva su un&#8217;infanzia che, pur nelle sue stranezze, non era priva di gratificazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Naturalmente, era una vita innaturale per un bambino, ma aveva le sue compensazioni e non posso onestamente dire che non mi piacesse. C\u2019era l\u2019emozione di viaggiare di citt\u00e0 in citt\u00e0 con la mia famiglia, l\u2019eccitazione di giocare centinaia di partite a scacchi e vincerne la maggior parte, la consapevolezza che c\u2019era qualcosa di &#8216;speciale&#8217; nel modo in cui giocavo a scacchi, anche se non sapevo spiegare il perch\u00e9<\/em>.&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2. Lo stile: una macchina con un&#8217;anima umana<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;approccio di Reshevsky alla scacchiera era un complesso miscuglio di forza sovrumana e fragilit\u00e0 umana, che rifletteva perfettamente la sua duplice natura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2.1 Il \u201c<em>cobra<\/em>\u201d: tenacia e calcolo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi momenti migliori, il gioco di Reshevsky era di una purezza quasi meccanica. Garry Kasparov lo descrisse come <strong>&#8220;<em>come una macchina che calcola ogni possibile variante<\/em><\/strong> <strong>&#8220;<\/strong>, un giocatore che trovava le mosse migliori attraverso un rigoroso <strong>&#8220;<em>processo di esclusione<\/em>&#8220;<\/strong>. La sua forza risiedeva in una profonda comprensione posizionale, una tenacia difensiva leggendaria e una capacit\u00e0 quasi infallibile di superare gli avversari in lunghe e complesse battaglie strategiche. Era un lottatore nato, capace di estrarre una vittoria da posizioni apparentemente pari. Questa eliminazione metodica delle mosse inferiori gli permetteva di sfiancare gli avversari con una precisione implacabile, anche quando la posizione non offriva evidenti spunti tattici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2.2 L&#8217;<em>asino<\/em>: la maledizione del tempo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La pi\u00f9 grande debolezza di Reshevsky, tuttavia, era altrettanto celebre quanto la sua forza: la cronica crisi di tempo. Lo <em>Zeitnot<\/em> era il suo compagno costante, una maledizione che lo portava a commettere errori altrimenti inspiegabili. <strong>Bobby Fischer<\/strong>, nelle sue note a <em><a href=\"https:\/\/www.scacco.it\/it\/prod\/60-partite-da-ricordare?id=947\">My 60 Memorable Games<\/a><\/em>, evidenzia come Reshevsky, mentre era in <strong>&#8220;<em>gravissimo zeitnot<\/em>,&#8221;<\/strong> non vide una facile patta nella loro partita del 1961. L&#8217;esempio pi\u00f9 drammatico di questo difetto rimane la partita contro <strong>Mikhail Botvinnik<\/strong> al Torneo Mondiale del 1948, dove, come analizzato da Kasparov, come riporto pi\u00f9 in basso, un errore dopo l&#8217;altro trasform\u00f2 una posizione vinta in una sconfitta cocente, costandogli probabilmente la possibilit\u00e0 di lottare per il titolo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. Una carriera forgiata nelle arene internazionali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La longevit\u00e0 di Reshevsky gli permise di attraversare diverse epoche scacchistiche, affrontando campioni di generazioni diverse e lasciando un&#8217;impronta indelebile in ogni fase della sua carriera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3.1 L&#8217;ascesa tra i grandi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ingresso ufficiale di Reshevsky nell&#8217;\u00e9lite mondiale avvenne con la sua vittoria al torneo di <strong>Kent County nel 1935<\/strong>, dove si classific\u00f2 davanti alla leggenda vivente Jos\u00e9 Ra\u00fal Capablanca. Questo successo non fu solo una vittoria prestigiosa, ma un momento di svolta. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-9.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"428\" src=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-9-1024x428.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-8144\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-9-1024x428.png 1024w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-9-300x125.png 300w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-9-768x321.png 768w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-9.png 1378w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Nelle sue stesse parole, come citato da Kasparov, quell&#8217;evento fu il <strong>&#8220;<em>punto di svolta nella mia carriera scacchistica <\/em>&#8220;<\/strong>, la conferma che poteva competere e vincere ai massimi livelli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3.2 L&#8217;unico sfidante dell&#8217;Ovest<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel dopoguerra, mentre la scuola sovietica stabiliva un dominio quasi assoluto sulla scena internazionale, Reshevsky emerse come il suo principale e pi\u00f9 ostinato avversario occidentale. Un commentatore dell&#8217;epoca sintetizz\u00f2 perfettamente il suo ruolo storico: <strong>&#8220;<em>Solo Reshevsky, tecnicamente non pi\u00f9 russo, continuava a combattere sulle arene internazionali.<\/em>&#8220;<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"308\" src=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-10-1024x308.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-8145\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-10-1024x308.png 1024w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-10-300x90.png 300w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-10-768x231.png 768w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-10.png 1435w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Il torneo-match per il Campionato del Mondo del 1948, che vide Botvinnik incoronato, fu l&#8217;evento emblematico di questo periodo, con Reshevsky unico rappresentante del mondo non sovietico a lottare per la corona.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3.3 Rivalit\u00e0 americane: Najdorf e Fischer<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La carriera di Reshevsky fu segnata anche da due intense rivalit\u00e0 interne al mondo americano. Contro <strong>Miguel Najdorf<\/strong>, combatt\u00e9 per vent&#8217;anni, mantenendo una chiara supremazia, come testimonia il punteggio finale di 19-10 a suo favore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben pi\u00f9 acrimonioso fu il suo rapporto con <strong>Bobby Fischer<\/strong>. La loro animosit\u00e0 era leggendaria, culminata in un aneddoto dalla Piatigorsky Cup, dove si dice che Reshevsky abbia dichiarato: &#8220;<strong><em>Sarei felice di arrivare diciannovesimo, purch\u00e9 Fischer sia ventesimo!<\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>La rivalit\u00e0 si estese anche al di fuori della scacchiera, con una disputa finanziaria che port\u00f2 Fischer a rifiutare la partecipazione alla Piatigorsky Cup del 1963.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4. Una partita emblematica: Reshevsky vs. Botvinnik, 1948<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna partita illustra la dualit\u00e0 di Reshevsky meglio del suo<a href=\"https:\/\/share.chessbase.com\/SharedGames\/game\/?p=3VrvQuFFS0Y1NrxFXXpl0eXCYWLmpktOkZT1RWmv+EZqZSMHVP8Fo\/raaT7G+BvN\"> <strong>scontro con Mikhail Botvinnik al Torneo per il Campionato del Mondo del 1948<\/strong><\/a>. In un contesto di massima importanza, Reshevsky, giocando con il Nero, costru\u00ec magistralmente una posizione vincente contro il futuro campione del mondo. La sua strategia era impeccabile, la sua comprensione posizionale superiore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-12.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-12.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-8154\" width=\"629\" height=\"631\" srcset=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-12.png 838w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-12-300x300.png 300w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-12-150x150.png 150w, https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/image-12-768x771.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 629px) 100vw, 629px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Tuttavia, avvicinandosi alla fase decisiva, la maledizione dello <em>Zeitnot<\/em> colp\u00ec inesorabilmente. Come documentato da Kasparov nella sua analisi, Reshevsky commise due errori fatali. Nel primo <strong>&#8220;<em>si lasci\u00f2 sfuggire una vittoria evidente<\/em><\/strong> <strong>&#8220;, <\/strong>trasformando una vittoria sicura in una posizione ancora complessa. Il secondo, un <strong>&#8220;<em>un errore clamoroso che perse immediatamente<\/em>&#8220;<\/strong>. In questo singolo incontro si condensa l&#8217;intera, paradossale natura di Samuel Reshevsky: un genio capace di dominare i pi\u00f9 grandi, ma perseguitato da un demone interiore che spesso lo privava del meritato trionfo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5. Conclusione: l&#8217;eredit\u00e0 di un lottatore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Samuel Reshevsky non fu un artista romantico come <strong>Tal<\/strong>, n\u00e9 un genio impeccabile come <strong>Capablanca<\/strong>. La sua eredit\u00e0 \u00e8 quella di un lottatore tenace, un combattente la cui grandezza era tanto nel suo straordinario talento quanto nella sua profonda e a tratti frustrante umanit\u00e0. La sua importanza storica come baluardo occidentale e la sua incredibile longevit\u00e0 lo collocano di diritto nel pantheon dei pi\u00f9 grandi di sempre. Forse, il testamento definitivo del suo spirito indomito risiede nei suoi ultimi desideri, riportati da Kasparov: <strong><em>giocare un match contro un giovane grande maestro e tornare a visitare la sua natia Polonia<\/em><\/strong>. Un ultimo, commovente tributo a un amore per il gioco che non si \u00e8 mai spento.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonti Primarie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.scacco.it\/it\/prod\/bobby-fischer-my-60-memorable-games?id=2298\"><strong>Fischer, Robert J.<\/strong><em>My 60 Memorable Games<\/em>, Batsford, 2008<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nota: Fornisce un resoconto di prima mano, sebbene di parte, delle partite contro Reshevsky, offrendo dettagli cruciali sulla sua gestione del tempo e sui suoi errori tattici.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonti Secondarie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.scacco.it\/it\/prod\/garry-kasparov-on-garry-kasparov-part-2-1985-1993?id=11871\"><strong>Kasparov, Garry.<\/strong><em>My Great Predecessors, Volume IV<\/em>, Everyman Chess, 2004<\/a>.\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Nota: Fonte biografica e analitica principale. Offre un&#8217;analisi approfondita dello stile, della carriera e delle partite chiave di Reshevsky, inquadrandolo nel contesto dei suoi pi\u00f9 grandi rivali.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.scacco.it\/it\/prod\/la-psicologia-del-giocatore-di-scacchi?id=1276\"><strong>Fine, Reuben.<\/strong><em>La psicologia del giocatore di scacchi<\/em>, Adelphi<\/a>.\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Nota: L&#8217;analisi di Reuben Fine \u00e8 essenziale per contestualizzare il ruolo storico di Reshevsky come unico baluardo occidentale contro la scuola sovietica nel dopoguerra.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.scacco.it\/it\/prod\/study-chess-with-tal?id=3173\"><strong>Tal, Mikhail &amp; Koblencs, Alexander.<\/strong><em>Study Chess with Tal<\/em>, Batsford, 2003<\/a>.\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Nota: Utile per comprendere lo stile di gioco di un grande rivale d&#8217;epoca, Mikhail Tal, il cui approccio romantico e speculativo offre un netto contrasto con il gioco pi\u00f9 posizionale e calcolatorio di Reshevsky.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Fonti Digitali o Online<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/unoscacchista.com\/2024\/05\/24\/r-sammy-reshevsky-un-po-cobra-e-un-po-asino\/\"><strong>Sericano, Claudio.<\/strong> &#8220;[R] Sammy Reshevsky, un po&#8217; cobra e un po&#8217; asino!&#8221;<\/a>, <em>Uno Scacchista<\/em>, 24 Maggio 2024.\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Nota: Fonte digitale che recupera e commenta un articolo storico, fornendo la chiave di lettura principale per questo pezzo.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mondo degli scacchi pochi campioni hanno incarnato un paradosso pi\u00f9 umano e frustrante di Samuel Reshevsky. 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