{"id":8531,"date":"2026-10-10T07:18:41","date_gmt":"2026-10-10T07:18:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/?p=8531"},"modified":"2026-10-10T07:28:19","modified_gmt":"2026-10-10T07:28:19","slug":"serafino-dubois","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.metodoideografico.it\/index.php\/2026\/10\/10\/serafino-dubois\/","title":{"rendered":"Serafino Dubois"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/image-8.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"223\" height=\"243\" src=\"https:\/\/www.metodoideografico.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/image-8.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-8535\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><a><strong>Serafino Dubois, il campione romano che sfid\u00f2 l&#8217;Europa<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il 10 ottobre 1817 nasceva a Roma Serafino Dubois, il giocatore che le fonti italiane descrivono senza esitazioni come &#8220;il pi\u00f9 forte scacchista italiano dell&#8217;Ottocento&#8221; (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>). Eppure il suo nome, fuori dalla cerchia degli appassionati di storia, \u00e8 quasi dimenticato. Vale la pena di riscoprirlo: la sua vita racconta i grandi match dell&#8217;epoca romantica, la scomparsa delle antiche regole italiane e l&#8217;inizio del lungo isolamento scacchistico del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p><a><strong>Gli anni romani e il match con Wyvill<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento i tornei erano rari e i maestri si misuravano soprattutto in match. Dubois ne gioc\u00f2 molti contro i migliori d&#8217;Europa, dagli anni Quaranta ai Sessanta, e perdeva di rado, spesso concedendo pedone e mossa di vantaggio (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo grande banco di prova fu la lunga serie del 1846 a Roma contro l&#8217;inglese Marmaduke Wyvill, uno dei migliori giocatori britannici: Dubois vinse 55-26 a gioco pari e perse 39-30 quando concedeva pedone e mossa (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>). Il dato acquista valore se si pensa che Wyvill, cinque anni dopo, sarebbe arrivato secondo nel primo torneo internazionale della storia, Londra 1851 (<a href=\"https:\/\/www.scribd.com\/document\/355091688\/A-Serafino-Dubois-2\">Jeremy Spinrad, ChessCafe<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>A Londra 1851 Dubois non c&#8217;era. Nelle sue memorie racconta di aver chiesto al Duca Caetani, suo protettore, di promuovere una sottoscrizione, ma il nobile &#8220;cominci\u00f2 a tergiversare e a prendere la cosa in burletta&#8221;: &#8220;cos\u00ec perdetti la pi\u00f9 bella occasione che mi si fosse mai presentata di fortificarmi al contatto dei Grandi Maestri&#8221; (<a href=\"https:\/\/unoscacchista.com\/2024\/01\/15\/r-serafino-dubois-e-la-difesa-delle-vecchie-regole-italiane\/\">Uno Scacchista<\/a>). E aggiunge, con un velo di amarezza, che Wyvill, al quale poteva &#8220;dare qualsiasi pedina e mossa&#8221;, prese il secondo premio.<\/p>\n\n\n\n<p><a><strong>Parigi 1855: trionfo alla R\u00e9gence<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;estate del 1855 Dubois part\u00ec per Parigi, convinto di partecipare a un grande torneo legato all&#8217;Esposizione universale; il torneo salt\u00f2 e lo seppe quando era gi\u00e0 in viaggio (<a href=\"https:\/\/lecafedelaregence.blogspot.com\/2020\/05\/\">Le Caf\u00e9 de la R\u00e9gence<\/a>). Rest\u00f2 comunque mesi in citt\u00e0 e al celebre Caf\u00e9 de la R\u00e9gence gioc\u00f2 almeno quattro match, battendo Jules Arnous de Rivi\u00e8re (21 vittorie, 8 sconfitte, 3 patte), Seguin, Budzinsky e L\u00e9crivain (22 vittorie, 5 sconfitte, 2 patte) (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Le memorie di quel soggiorno sono deliziose. Dubois incontr\u00f2 il futuro presidente della Repubblica Jules Gr\u00e9vy, giudicato &#8220;un giocatore di bella forza&#8221;, e gioc\u00f2 pi\u00f9 volte con il poeta Alfred de Musset, al quale fin\u00ec per concedere pedone e due mosse (<a href=\"https:\/\/lecafedelaregence.blogspot.com\/2020\/05\/\">Le Caf\u00e9 de la R\u00e9gence<\/a>). Musset, che teneva spesso accanto a s\u00e9 una bottiglia di assenzio, dopo qualche sconfitta gli ricord\u00f2 piccato che La Bourdonnais gli dava il cavallo e perfino la torre; la discussione si chiuse con un brindisi di champagne all&#8217;attrice Adelaide Ristori (<a href=\"https:\/\/lecafedelaregence.blogspot.com\/2020\/05\/\">Le Caf\u00e9 de la R\u00e9gence<\/a>). Dubois riassunse l&#8217;estate con una battuta orgogliosa: gli italiani trionfavano su tutta la linea a Parigi, &#8220;Verdi all&#8217;Op\u00e9ra, Ristori agli Italiens e Dubois alla R\u00e9gence&#8221; (<a href=\"https:\/\/lecafedelaregence.blogspot.com\/2020\/05\/\">Le Caf\u00e9 de la R\u00e9gence<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Di ritorno a Roma, nel 1858 batt\u00e9 al Caff\u00e8 Antonini lo scrittore russo Ivan Turgenev, in 25 mosse e dandogli pedone e mossa (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto era forte, in termini moderni? Secondo le stime retrospettive di Chessmetrics, Dubois tocc\u00f2 il suo massimo nel gennaio 1857 con 2642 punti e fu il primo della classifica mondiale per trenta mesi, da marzo 1856 ad agosto 1858, quando fu superato da Paul Morphy (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>). \u00c8 una ricostruzione statistica da prendere con cautela, ma conferma l&#8217;impressione dei contemporanei.<\/p>\n\n\n\n<p><a><strong>Londra 1862 e la sfida con Steinitz<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Il palcoscenico internazionale arriv\u00f2 finalmente con il torneo di Londra del 1862, giocato durante la seconda Esposizione universale. Dubois si classific\u00f2 quinto, davanti a un giovane Wilhelm Steinitz, futuro primo campione del mondo (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>). I premi andarono ad Anderssen (100 sterline), Paulsen, Owen, MacDonnell, Dubois (10 sterline) e Steinitz (5 sterline) (<a href=\"https:\/\/ca.wikipedia.org\/wiki\/Torneig_d'escacs_de_Londres_de_1862\">Viquip\u00e8dia<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato avrebbe potuto essere migliore: Dubois perse sulla scacchiera solo con Steinitz e Anderssen e batt\u00e9 Paulsen, ma per problemi di salute dovette lasciare a tavolino i punti contro MacDonnell e Owen (<a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Dubois_%E2%80%93_Steinitz,_London_1862\">Wikipedia DE<\/a>). Lui stesso scrisse di essere arrivato a Londra &#8220;gi\u00e0 indebolito di corpo e di spirito&#8221; (<a href=\"https:\/\/unoscacchista.com\/2024\/01\/15\/r-serafino-dubois-e-la-difesa-delle-vecchie-regole-italiane\/\">Uno Scacchista<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo il torneo Steinitz lo sfid\u00f2 a un match e vinse con 5 vittorie, 1 patta e 3 sconfitte (<a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Dubois_%E2%80%93_Steinitz,_London_1862\">Wikipedia DE<\/a>). Una curiosit\u00e0: Bobby Fischer comment\u00f2 quelle partite in un articolo, sostenendo che il match fu equilibrato finch\u00e9 i due non si accordarono per dividere la posta a prescindere dal risultato; a quel punto Dubois si rilass\u00f2 e Steinitz prese il sopravvento (<a href=\"https:\/\/unoscacchista.com\/2024\/01\/15\/r-serafino-dubois-e-la-difesa-delle-vecchie-regole-italiane\/\">Uno Scacchista<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Una partita<\/em><\/strong> <strong>memorabile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La partita pi\u00f9 celebre di Dubois \u00e8, paradossalmente, una sconfitta: Dubois-Steinitz, Londra 1862. \u00c8 per\u00f2 una lezione perfetta su due temi: l&#8217;attacco di pedoni contro l&#8217;arrocco e il pericolo dell&#8217;inchiodatura dell&#8217;alfiere in h4\/g3. La notazione segue il libro del torneo del 1864, nella versione riportata da <a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Dubois_%E2%80%93_Steinitz,_London_1862\">Wikipedia DE<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dubois &#8211; Steinitz, Londra 1862 (Partita Italiana, &#8220;Pianissimo&#8221;)<\/p>\n\n\n\n<p>1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ac4 Ac5 4.O-O Cf6 5.d3 d6 6.Ag5 h6 7.Ah4 g5 8.Ag3 h5 9.h4 Ag4 10.c3 Dd7 11.d4 exd4 12.e5 dxe5 13.Axe5 Cxe5 14.Cxe5 Df5 15.Cxg4 hxg4 16.Ad3 Dd5 17.b4 O-O-O 18.c4 Dc6 19.bxc5 Txh4 20.f3 Tdh8 21.fxg4 De8 22.De2 De3+ 23.Dxe3 dxe3 24.g3 Th1+ 25.Rg2 T8h2+ 26.Rf3 Txf1+ 27.Axf1 Tf2+ 28.Rxe3 Txf1 29.a4 Rd7 30.Rd3 Cxg4 31.Rc3 Ce3 32.Ta2 Txb1 33.Td2+ Rc6 34.Te2 Tc1+ 35.Rd2 Tc2+ 36.Rxe3 Txe2+ 37.Rxe2 f5 0-1<\/p>\n\n\n\n<p>Spunti didattici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>7&#8230;g5 e 8&#8230;h5.<\/strong> All&#8217;epoca questa avanzata diretta dei pedoni di Steinitz era un concetto nuovo (<a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Dubois_%E2%80%93_Steinitz,_London_1862\">Wikipedia DE<\/a>). Il Nero non ha ancora arroccato e pu\u00f2 permettersi di &#8220;lanciare&#8221; i pedoni contro il Re bianco.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>17&#8230;O-O-O.<\/strong> Steinitz lascia un pezzo per aprire la colonna h: l&#8217;alfiere c5 \u00e8 perduto, ma le torri arrivano sul Re bianco.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Il 22\u00b0 tratto.<\/strong> Il Bianco poteva difendersi meglio con 22.Af5+ Rb8 23.Te1, gi\u00e0 indicato da Tarrasch nel 1897 (<a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Dubois_%E2%80%93_Steinitz,_London_1862\">Wikipedia DE<\/a>). Una curiosit\u00e0 per gli allievi pi\u00f9 grandi: quasi tutti i libri, da R\u00e9ti a Euwe, riportano per errore 22.De1, ripetendo un refuso apparso gi\u00e0 nel 1862 (<a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Dubois_%E2%80%93_Steinitz,_London_1862\">Wikipedia DE<\/a>). \u00c8 un buon esempio di come anche le fonti classiche vadano verificate.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><a><strong>La trappola nascosta<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla stessa posizione nasce una trappola famosa. Nella partita Knorre-\u010cigorin, San Pietroburgo 1874, dopo le prime otto mosse identiche il Bianco prese il pedone con 9.Cxg5 e fu punito (<a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Dubois_%E2%80%93_Steinitz,_London_1862\">Wikipedia DE<\/a>):<\/p>\n\n\n\n<p>9.Cxg5 h4 10.Cxf7 hxg3 11.Cxd8 Ag4 12.Dd2 Cd4 13.Cc3 Cf3+ 14.gxf3 Axf3 0-1<\/p>\n\n\n\n<p>Il Nero sacrifica la Donna e il matto, con il pedone g3 o con la torre h8, non si pu\u00f2 pi\u00f9 evitare. Steinitz aveva gi\u00e0 pubblicato la variante nelle sue note, e la stessa sequenza ha dato vittorie lampo al Nero fino ai giorni nostri (<a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Dubois_%E2%80%93_Steinitz,_London_1862\">Wikipedia DE<\/a>). Proporla agli allievi come esercizio (&#8220;Il Bianco pu\u00f2 prendere in g5?&#8221;) funziona sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><a><strong>Il paladino delle regole italiane<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Dubois gioc\u00f2 all&#8217;estero con le regole &#8220;francesi&#8221;, cio\u00e8 quelle oggi internazionali, ma in Italia si giocava ancora &#8220;all&#8217;italiana&#8221;. Le differenze principali erano tre (<a href=\"https:\/\/unoscacchista.com\/2024\/01\/15\/r-serafino-dubois-e-la-difesa-delle-vecchie-regole-italiane\/\">Uno Scacchista<\/a>):<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Niente presa en passant<\/strong>, sostituita dal &#8220;passar battaglia&#8221;.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Arrocco libero<\/strong>: Re e Torre, scavalcandosi, potevano fermarsi su varie case. L&#8217;arrocco corto di oggi era chiamato &#8220;arrocco alla calabrese&#8221;, forse in omaggio a Gioachino Greco.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Promozione limitata<\/strong>: il pedone poteva promuovere solo a un pezzo gi\u00e0 catturato; se non ce n&#8217;erano, restava &#8220;sospeso&#8221; sull&#8217;ottava traversa in attesa.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Dubois difese strenuamente queste regole, sostenuto quasi solo dal russo Carl Jaenisch (<a href=\"https:\/\/unoscacchista.com\/2024\/01\/15\/r-serafino-dubois-e-la-difesa-delle-vecchie-regole-italiane\/\">Uno Scacchista<\/a>). Nel 1874 scrisse l&#8217;articolo &#8220;Giuoco italiano o giuoco francese?&#8221;, che ebbe poco seguito, e alla fine consigli\u00f2 agli amici di smettere ogni resistenza (<a href=\"https:\/\/unoscacchista.com\/2024\/01\/15\/r-serafino-dubois-e-la-difesa-delle-vecchie-regole-italiane\/\">Uno Scacchista<\/a>). L&#8217;Italia adott\u00f2 le regole internazionali nel 1881, anche se si diffusero ovunque solo verso la fine del secolo (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Il canto del cigno delle regole italiane fu il Primo Torneo Nazionale di Roma, dal 25 aprile al 25 maggio 1875, giocato ancora con arrocco libero, senza en passant e con la promozione limitata (<a href=\"https:\/\/www.accademiascacchiroma.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/200%C2%B0-anno-Accademia-Scacchistica-Romana.pdf\">Accademia Scacchistica Romana<\/a>). Nella fotografia ufficiale Dubois, allora cinquantottenne, \u00e8 l&#8217;uomo in piedi, stempiato e con la barba bianca, leggermente a destra del tavolino centrale: lo ha identificato con certezza Valerio Luciani nel 2003, grazie a un&#8217;incisione de &#8220;L&#8217;Illustrazione Universale&#8221; dell&#8217;11 luglio 1875 (<a href=\"https:\/\/www.accademiascacchiroma.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/200%C2%B0-anno-Accademia-Scacchistica-Romana.pdf\">Accademia Scacchistica Romana<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p><a><strong>Giornalista, teorico, organizzatore<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Dubois fu anche un pioniere della stampa scacchistica. Nel 1847 cur\u00f2 a Roma la prima rubrica di scacchi italiana, su &#8220;L&#8217;Album&#8221;, e nel 1859 fond\u00f2 con Augusto Ferrante &#8220;La Rivista degli Scacchi&#8221;, che usc\u00ec per un solo anno (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>). Fu la prima rivista scacchistica italiana: 24 numeri quindicinali, dal 15 gennaio al 30 dicembre 1859 (<a href=\"https:\/\/www.accademiascacchiroma.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/200%C2%B0-anno-Accademia-Scacchistica-Romana.pdf\">Accademia Scacchistica Romana<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Come teorico scrisse &#8220;Le principali aperture del giuoco degli scacchi sviluppato secondo i due sistemi italiano e francese&#8221; (1869-1873), opera in tre volumi rimasta incompiuta (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>). Gli si attribuiscono linee della Viennese e della Scozzese, oltre alla paternit\u00e0 teorica del Controgambetto Albin, che analizz\u00f2 nel 1876 con un commento molto romano: &#8220;\u00e8 una mia scappata, e ve la do per quel che vale&#8221; (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un soggiorno di circa due anni nei Paesi Bassi dal 1863, torn\u00f2 a Roma perch\u00e9 non riusciva ad abituarsi al clima (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>). Il suo ultimo match, nel 1881 contro Goldman di Manchester, fin\u00ec 3-1 per lui; poi restarono soltanto &#8220;gli acciacchi della vecchiaia e i soliti problemi finanziari&#8221; (<a href=\"https:\/\/it.wikiquote.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikiquote<\/a>). Fu tra i promotori dell&#8217;Unione Scacchistica Italiana, nata nel 1898, un anno prima della sua morte (<a href=\"https:\/\/www.schachfeld.de\/threads\/1059-die-entwicklung-des-schach-in-italien\">Schachfeld<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p><a><strong>Le memorie e l&#8217;eredit\u00e0<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Verso il 1894 Dubois complet\u00f2 l&#8217;autobiografia &#8220;Quarant&#8217;anni di vita scacchistica&#8221; e chiese agli scacchisti di sottoscriverne la stampa, ma risposero una trentina di persone (<a href=\"https:\/\/it.wikiquote.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikiquote<\/a>). Le memorie uscirono postume a puntate tra il 1900 e il 1903 (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>). Oggi si possono leggere nel volume &#8220;Serafino Dubois &#8211; Quarant&#8217;anni di scacchi da campione&#8221;, che raccoglie l&#8217;autobiografia, una cinquantina di lettere inedite e oltre 300 partite con analisi verificate al computer (<a href=\"https:\/\/www.scacco.it\/it\/prod\/serafino-dubois-quarant-anni-di-scacchi-da-campione\">Scacco!<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>Serafino Dubois mor\u00ec il 15 gennaio 1899 a Roma (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikipedia<\/a>). Una sua frase sembra scritta apposta per chiudere la sua storia:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Quando la morte si avviciner\u00e0 per applicarmi l&#8217;ultimo scacco matto, mi trover\u00e0 con un libro di preghiere in mano e la scacchiera dinanzi.&#8221; (<a href=\"https:\/\/it.wikiquote.org\/wiki\/Serafino_Dubois\">Wikiquote<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo di lui l&#8217;Italia non ebbe pi\u00f9, per decenni, un giocatore capace di stare alla pari con i migliori del mondo. Ricordarlo oggi significa restituire al nostro Paese una pagina importante della storia degli scacchi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Serafino Dubois, il campione romano che sfid\u00f2 l&#8217;Europa Il 10 ottobre 1817 nasceva a Roma Serafino Dubois, il giocatore che le fonti italiane descrivono senza esitazioni come &#8220;il pi\u00f9 forte scacchista italiano dell&#8217;Ottocento&#8221; (Wikipedia). Eppure il suo nome, fuori dalla cerchia degli appassionati di storia, \u00e8 quasi dimenticato. 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