Archivio di Dicembre 2017

Quadri di matto: Manuale di pattern recognition

Copertina

Da qualche giorno è disponibile presso “Le due Torri” (ma anche su Amazon, Mondadori, IBS, Feltrinelli, Ebay…) il mio primo libro sul metodo ideografico. Si tratta di un manuale sulla pattern recognition (riconoscimento degli schemi tipici) degli scacchi matti.
E’ un lavoro che “condensa” in una panoramica decenni di pratica didattica nelle scuole e presso il circolo. Da più parti mi si richiedeva questa pubblicazione, così dopo il suggerimento dell’amico Tutor SNaQ FSI-CONI Francesco Casiello ho chiesto a Roberto Messa di poter dare un mio contributo sulla rivista Torre & Cavallo, in cui ho illustrato alcuni esempi di catalogazione degli schemi di matto.
L’articolo è stato salutato con grande interesse da molti colleghi istruttori e ho ricevuto una proposta da Lorenzo Benetti e Claudio Selleri per una pubblicazione per Le due Torri. Naturalmente ho accettato di buon grado e ho avuto il piacere di collaborare con il Maestro Fide Mauro Casadei per l’impaginazione e le scelte grafiche.

Il piano dell’opera.
Il libro, che naturalmente rimanda a future pubblicazioni per approfondimenti, si compone di quattro parti:
1) I quadri di matto
2) I blocchi e gli autoblocchi
3) I meccanismi
4) Le Batterie
Nella prima parte c’è una carrellata di posizioni di matto (già svolte) che suggeriscono il nome del matto. Laddove il pattern è già noto alla letteratura scacchistica ho lasciato il nome storico, ma nella stragrande maggioranza dei casi ho dovuto introdurre nomi nuovi.
Nella seconda parte si sono presi in considerazione in maniera sistematica tutte le disposizioni di autoblocchi (pezzi difensori che impediscono la fuga) e di blocchi (pezzi avversari che impediscono al Re di scappare). Si tratta di una bella novità nella catalogazione degli scacchi matti: in generale se ne prendevano in considerazione neppure una decina, nel manuale se ne elencano oltre 50.
Nella terza parte, che probabilmente piacerà maggiormente agli scacchisti più esperti, si prendono invece in considerazione tutti i procedimenti tipici di scacco matto “manovrato” (cioé in 3 o più mosse). Ancora una volta la scelta non è stata quella di proporre un eserciziario – come spesso si vede nei libri di mediogioco – ma di mostrare nei vari diagrammi i meccanismi per mattare.
Nella quarta e ultima parte ci sono invece le Batterie di pezzi che agiscono nel matto. E’ la parte più sacrificata: mi sono dovuto limitare per economia di spazio alle sole batterie di due pezzi (compreso il pedone). Infatti estendere il lavoro alle batterie di 3 o 4 pezzi avrebbe richiesto il doppio dello spazio.
Tuttavia, grazie alla scelta di non presentare diagrammi da risolvere, sono riuscito a presentare al lettore oltre duecento temi di scacco matto, contro le poche decine con un nome storico che “ciclicamente” venivano proposte nei libri sul centro partita o su Internet.
Si tratta solo di un primo libro: altri sono in preparazione sia sulla pattern recognition, sia sul metodo ideografico, che ho potuto recentemente illustrare alla London Chess Conference e alla Conferenza nazionale CSEN di Roma.