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Quadri di matto: Manuale di pattern recognition

Copertina

Da qualche giorno è disponibile presso “Le due Torri” (ma anche su Amazon, Mondadori, IBS, Feltrinelli, Ebay…) il mio primo libro sul metodo ideografico. Si tratta di un manuale sulla pattern recognition (riconoscimento degli schemi tipici) degli scacchi matti.
E’ un lavoro che “condensa” in una panoramica decenni di pratica didattica nelle scuole e presso il circolo. Da più parti mi si richiedeva questa pubblicazione, così dopo il suggerimento dell’amico Tutor SNaQ FSI-CONI Francesco Casiello ho chiesto a Roberto Messa di poter dare un mio contributo sulla rivista Torre & Cavallo, in cui ho illustrato alcuni esempi di catalogazione degli schemi di matto.
L’articolo è stato salutato con grande interesse da molti colleghi istruttori e ho ricevuto una proposta da Lorenzo Benetti e Claudio Selleri per una pubblicazione per Le due Torri. Naturalmente ho accettato di buon grado e ho avuto il piacere di collaborare con il Maestro Fide Mauro Casadei per l’impaginazione e le scelte grafiche.

Il piano dell’opera.
Il libro, che naturalmente rimanda a future pubblicazioni per approfondimenti, si compone di quattro parti:
1) I quadri di matto
2) I blocchi e gli autoblocchi
3) I meccanismi
4) Le Batterie
Nella prima parte c’è una carrellata di posizioni di matto (già svolte) che suggeriscono il nome del matto. Laddove il pattern è già noto alla letteratura scacchistica ho lasciato il nome storico, ma nella stragrande maggioranza dei casi ho dovuto introdurre nomi nuovi.
Nella seconda parte si sono presi in considerazione in maniera sistematica tutte le disposizioni di autoblocchi (pezzi difensori che impediscono la fuga) e di blocchi (pezzi avversari che impediscono al Re di scappare). Si tratta di una bella novità nella catalogazione degli scacchi matti: in generale se ne prendevano in considerazione neppure una decina, nel manuale se ne elencano oltre 50.
Nella terza parte, che probabilmente piacerà maggiormente agli scacchisti più esperti, si prendono invece in considerazione tutti i procedimenti tipici di scacco matto “manovrato” (cioé in 3 o più mosse). Ancora una volta la scelta non è stata quella di proporre un eserciziario – come spesso si vede nei libri di mediogioco – ma di mostrare nei vari diagrammi i meccanismi per mattare.
Nella quarta e ultima parte ci sono invece le Batterie di pezzi che agiscono nel matto. E’ la parte più sacrificata: mi sono dovuto limitare per economia di spazio alle sole batterie di due pezzi (compreso il pedone). Infatti estendere il lavoro alle batterie di 3 o 4 pezzi avrebbe richiesto il doppio dello spazio.
Tuttavia, grazie alla scelta di non presentare diagrammi da risolvere, sono riuscito a presentare al lettore oltre duecento temi di scacco matto, contro le poche decine con un nome storico che “ciclicamente” venivano proposte nei libri sul centro partita o su Internet.
Si tratta solo di un primo libro: altri sono in preparazione sia sulla pattern recognition, sia sul metodo ideografico, che ho potuto recentemente illustrare alla London Chess Conference e alla Conferenza nazionale CSEN di Roma.

Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi

Ho rileil-piccolo-cavaliere-scacchi-cavazzonitto, tutto di un fiato, il bellissimo libro di Carlo Alberto Cavazzoni , intitolato “Il piccolo Cavaliere del Re degli Scacchi” e come già la prima volta si sono rinnovate le emozioni e gli stimoli fantastici della prima lettura che feci durante il Campionato Italiano Under 16, svoltosi l’estate scorsa ad Olbia. Perché questo libro, come anche i precedenti di Cavazzoni, celebra il regno della Fantasia, di cui il protagonista Dario sarà il Cavaliere dei Sogni.

 

Il libro è una dichiarazione d’amore per il nobil gioco degli scacchi, tra leggenda e realtà, e rapisce il lettore trasportandolo in un’avvincente sfida di immaginazione. Il paradigma di questa chiave di lettura è l’analogia della contemplazione del cielo stellato sforzandosi di riconoscere le costellazioni dello zoodiaco, cioè le figure astrologiche tratteggiate sapientemente da culture millenarie. Come quel sistema di classificazione ingegnoso, da cui sono nate le prime scienze, così il gioco degli scacchi, con le sue infinite combinazioni di varianti, può fornire quel macrocosmo di idee per l’evoluzione della Teoria del pensiero umano.

 

Ma nel libro non mancano neppure altri aspetti tipici del gioco:

 

  • L’istruzione: qui rappresentata da Giorgio di Fiumalbo, che indica al piccolo Dario la strada da seguire per realizzare i propri sogni;
  • la magia: impersonata dal Mago Ciliegia, che rappresenta l’aspetto artistico e creativo del gioco;
  • lo sport: presente nel torneo vero e proprio in cui si mette in pratica il proprio valore, forgiato dalle tante sconfitte subite durante l’apprendimento;
  • l’amore: per il sapere, per la famiglia, per il prossimo, per la vita.

Insomma, chi si accinge a leggere questo libro non rimarrà deluso, perché ancora una volta Carlo Alberto (che riunisce nel suo animo tutte queste cose assieme) ha saputo tradurre dal suo cuore tutti questi bei sentimenti con una scrittura chiara e semplice adattissima sia ai bambini che agli adulti.

E come di consueto il libro diventa anche uno spunto per innovare la didattica scolastica e molte scuole saranno impegnate in un progetto che culminerà in una partita vivente:
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“A scuola con i Re”, presentazione a Marrubiu.

Mercoledì 31 ottobre, dalle ore 17:30, presso la Sala consiliare del comune di Marrubiu (OR) ci sarà la presentazione  del libro  “A scuola con i Re”. Ospite d’onore, visto che sta girando l’Italia in un vero e propio tour promozionale accanto a personaggi celeberrimi come Ennio Morricone (durante la manifestazione “Clericus chess” al Vaticano) o Piergiorgio Odifreddi (convegno “L’Europa e i giovani” a Torino), è il dott. Giuseppe Sgrò psicologo clinico ed esperto in Psicologia dello Sport, docente/esperto della Scuola dello Sport del Coni, membro della Commissione Medico-Scientifica della F.S.I. (Federazione Scacchistica Italiana) e dell’Associazione Italiana di Psicologia dello Sport e consulente per PSICOSPORT s.r.l.

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Il libro, edito da ALPES Italia,  è disponibile dal 05 ottobre e sta suscitando grande interesse non solo tra gli appassionati scacchisti e istruttori, ma anche per educatori, psicologi, ricercatori, insegnanti e formatori. Questo per come è strutturata l’opera, che nella prima parte raccoglie tutte le informazioni scientifiche e le ricerche svoltesi nel mondo sul ruolo cognitivo (e non solo) del gioco degli scacchi; e nella seconda parte una rassegna delle migliori metodologie didattiche del panorama italiano. Come ho già scritto altre volte un capitolo è stato scritto da me e introduce il mio “Metodo ideografico”, ma sono presenti contributi da tutti i “pezzi da novanta” della didattica scacchistica orientata soprattutto alle scuole: Alex Wild, Carlo Alberto Cavazzoni, Alessandro Pompa, Adolivio Capece, Carmelita Di Mauro, Carla Mircoli e Lucio Rosario Ragonese, Uvencio Blanco (presidente della commissione didattica e scuola della FIDE),  e molti altri che hanno approfondito tematiche nuove dell’insegnamento scacchistico (come gli scacchi in carcere, la disabilità e i percorsi riabilitativi con gli scacchi ecc.).

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Il luogo non è casuale, perché il consiglio direttivo uscente del Comitato Regionale Scacchi Sardegna di concerto con il circolo Red Tal di Marrubiu avevano pensato di dare risalto anche al torneo internazionale che si svolgerà nei giorni successivi dall’01 al 04 novembre, e premia la generosa organizzazione locale che ospita da due settimane anche il Maestro internazionale Nenad Aleksic impegnato in stage quotidiani presso il circolo.