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Le “privatizzazioni”

Curiosando sul web ho visto un video di una manifestazione di operatori a favore della Sanità pubblica che hanno inscenato una partita di scacchi viventi per spiegare “le mosse” del governo a favore della Sanità privata. Ora, poiché le ricette neo-liberiste sono uguali in tutto il mondo, questa corsa alle privatizzazioni e la metafora degli scacchi mi spinge a qualche suggestione. Poniamo che lo Stato sia il giocatore coi pezzi bianchi e a seguito di un certo numero di sconfitte non concluda che sia meglio imparare dai propri errori (evitare gli sprechi), ma piuttosto affidare la guida dei suoi Cavalli ad un giocatore esterno (privatizzazione degli assets strategici del suo Paese). Dopo una serie di altre, inevitabili sconfitte, decide che le privatizzazioni fossero state troppo timide e decide così di privatizzare anche Alfieri e Torri. Le sconfitte continuano e si decide che persino i propri privilegi debbano essere abbandonati (Regina e Re). Come conseguenza logica di tutte queste privatizzazioni il giocatore (lo Stato) è costretto a lasciare il suo posto alle Multinazionali, che giocano la partita secondo i loro comodi.

Ecco, a mio modesto avviso queste privatizzazioni non sono altro che privazioni al pubblico di beni fondamentali: Salute, Istruzione, Comunicazioni, Energia, reti stradali, beni mobili e immobili dello Stato, acquedotti, licenze, concessioni demaniali ecc. Col risultato che se vorremo far parte della “partita” la dovremo fare necessariamente nel ruolo di pedoni (pagando naturalmente!).

Rinnovo del Consiglio Federale: il nuovo programma di Gianpietro Pagnoncelli.

Il prossimo 09 dicembre a Milano, presso l’hotel UNA Scandinavia in via Fauché 15, si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo della Federazione Scacchistica Italiana. Ad oggi l’unica candidatura a Presidente della FSI è quella di Gianpietro Pagnoncelli, che ha già presentato il programma e la squadra di consiglieri per il prossimo mandato.

Il Presidente Pagnoncelli con Caruana alla premiazione della Mitropa Cup di Olbia nel 2008.

Ne parlo perché questa volta sono direttamente interessato data la richiesta da parte di amici di vecchia data, come Marcello Perrone e Giuliano D’Eredità, di entrare a far parte della squadra di consiglieri che lavorano col presidente. Qualche mese fa è stato lo stesso Gianpietro Pagnoncelli a farmi l’onore di chiamarmi e anticiparmi il programma per il prossimo quadriennio e chiedermi ufficialmente un mio impegno in tal senso. Non ho avuto alcuna difficoltà ad accettare questi inviti, perché credo fortemente in un ulteriore sviluppo del movimento scacchistico italiano e soprattutto perché ho visto i notevoli successi portati avanti negli otto anni precedenti di presidenza di Pagnoncelli.

Sostanzialmente la “squadra” si presenta compatta con pochissime eccezioni: l’assenza di Mario Leoncini che è diventato il presidente del Comitato Regionale Toscano, e di Silvia Azzoni, sono state “rimpiazzate” dalla mia candidatura e da quella di Tosca Proietti di Bologna, che ho avuto il piacere di conoscere quest’estate a Ragusa durante il campionato nazionale under 16. Quindi questa compatezza garantirebbe una formazione già rodata e la presenza mia e di Tosca persino un nuovo slancio dettato dall’ottimismo e dalla volontà di proporre nuove idee soprattutto per la scuola e il settore giovanile, ma anche per il mondo degli istruttori e dei rapporti coi Comitati regionali.

Molte sono infatti le novità in cantiere per il prossimo quadriennio: recuperare un rapporto più proficuo con il MIUR dopo l’approvazione a larga maggioranza del Parlamento Europeo della dichiarazione scritta a favore dell’introduzione degli scacchi a scuola; l’entrata in vigore del sistema SNAQ per gli istruttori che sarà una svolta professionalizzante per quanti investono nelle formazione scacchistica; migliori criteri per l’organizzazione delle manifestazioni giovanili dopo le criticità verificatesi in qualche ultima edizione; partecipazione ad importanti eventi come l’Expò di Milano nel 2015 e la designazione di Torino come capitale europea dello sport, ma anche gli appuntamenti ormai classici della promozione del gioco (cito tra tutti Sport Days).

Insomma un programma molto ambizioso che stabilisce solo le direttrici in cui si muoverà questo nuovo Consiglio Federale, ma che si arricchirà di tutti i contributi e gli spunti provenienti dalle varie anime del movimento scacchistico italiano che prosegue un trend di crescita notevole rispetto al passato.

 

 

Formigoni, il Grande Maestro di scacchi: ussignur…

Dopo la bella intervista a Carlo De Benedetti sul Tg1 i politici italiani devono essersi sentiti tutti toccati dalla critica della mancanza di visione e di lungimiranza. Così il più chiacchierato governatore di regione d’Italia, il lombardo Roberto Formigoni, ieri se n’è uscito con l’iperbolica dichiarazione che lui è come un Grande Maestro di scacchi, in grado di prevedere sino ad otto mosse degli avversari.

E’ fin troppo facile smontare l’affermazione di Formigoni riferendosi a tutti gli scacchi subiti in questi ultimi tempi dalla Magistratura che gli ha inquisito ben 14 tra consiglieri e assessori: ultimo in ordine di tempo Domenico Zambetti, in odore di Mafia. La protervia con cui Formigoni rimane attaccato alla poltrona, dopo aver chiesto uno strappo alla legge per ottenere un terzo mandato ed aver forse fatto carte false per la raccolta delle firme, più che un GM ricorda un principiante che non abbandona sino all’inevitabile scacco matto.

Il governatore Formigoni, mentre scambia la campanella per un Alfiere!

E non posso esimermi dal fare una battuta: un tempo i matti si identificavano tutti in Napoleone (di cui è nota la passione per gli scacchi), ora siamo all’apice della follia: ci si sente addirittura insuperabili a scacchi!