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Osilo: piccoli “campioni” crescono!

Stamattina ero ad Osilo per le consuete lezioni del mercoledì alla terza, quarta e quinta elementare dell’Istituto comprensivo. Avevo con me un ritaglio di giornale con la fotografia di Tiziano Federici e Marco Zubani, rispettivamente campione e vice-campione provinciale della categoria giovanissimi! La loro improvvisa popolarità ha “gasato” l’ambiente e si moltiplicano le richieste di partecipazione anche agli appuntamenti scacchistici al di fuori della scuola.

Così anche le lezioni di stamattina sono state molto più seguite  e la partita collettiva della quarta contro di me non è terminata come di solito in una miniatura. Diverso discorso invece per la terza, che ha perso in venti mosse e della quinta che ha continuato la partita della quarta perdendola (con la parte che era in vantaggio) in meno di quindici mosse…

Zeitnot!

"Occhio lungimirante" di Carlo Bolmida

ZEITNOT

(da: “L’ora di Barga”  Canti di Castelvecchio

di G.Pascoli )

Alla mia sedia donde non sento
se non scacchisti brusir pian piano,
al mio orecchio viene col vento
il buon consiglio di un non lontano
amico mio, ch’è alle mie spalle,
ma finge d’essere a fondovalle.

Tu dici, è l’ora, tu dici, è tardi;
voce che cadi lieve dal cielo.
Ma un poco ancora lascia che guardi
ho innanzi agli occhi grigiastro velo;
vedo una Torre là sullo sfondo..
non so che fare.. son tremebondo.

Lasciami immoto qui rimanere
fra secco batter d’altro pulsante,
irresoluto, col mio sedere
ben adagiato: quasi pensante!
Sulla scacchiera la mente fissa,
e giù nel petto il cuore che rissa.

Tu vuoi che muova dunque l’Alfiere
Voce che cadi blanda alle spalle,
ma non son certo, lascia vedere..
non vorrei prender delle farfalle.
Lo so ch’è l’ora, lo so ch’è tardi;
ma un poco ancora lascia che guardi.

Lascia che guardi la posizione,
lascia che osservi le case nere,
le debolezze per niente buone..
Se un infilata ho da temere;
che nel cantuccio d’ombra romita
sia certo il Re della sua vita.

Ed or la voce quasi mi strilla
due volte un grido quasi di cruccio.
Ma vada a bersi la camomilla,
ch’io non mi muovo dal mio cantuccio.
E’ tardi? E’ l’ora? Già…è caduta..
la bandierina!.. Non l’ho veduta.

Carlo Bolmida

“Ho battuto il maestro!”

Da qualche anno ho scoperto che per attenuare la frustrazione per la sconfitta dei bambini più piccoli (da5 a 8 anni), quando giocano con me,  sia quella non di giocar male di proposito per lasciarli divertire (cosa che può essere controproducente), ma girare la scacchiera quando si acquisisce un vantaggio, o meglio ancora ad una mossa dal matto.
Quando capita si gira la scacchiera e si dice: “Ora il Nero dà scacco matto in una mossa, scoprilo!” Il bambino si dimentica in un attimo che giocava coi bianchi e contribuisce alla vittoria del Nero. Quando finalmente scopre lo scacco matto riceve i miei complimenti e non c’è traccia di delusione per la partita che si era messa male.

La gioia è tale che molto spesso quando tornano i genitori per riaccompagnarli a casa la prima cosa che dicono è “Mamma, oggi ho battuto il maestro!”.

Il Nero muove e dà matto in una mossa!