Scacchiera ideografica.
Martedì scorso sono riprese le lezioni di scacchi presso la scuola primaria di via Washington, dove ero impegnato con la terza e la quarta B; ieri invece secondo appuntamento per la scuola primaria di Osilo, dove con l’ausilio della scacchiera ideografica i nuovi allievi stanno imparando molto rapidamente.
Come già ho potuto documentare spesso, il vantaggio delle immagini sulla tradizionale scacchiera murale (anche senza l’opzione della scrittura con pennarelli) è un notevole passo avanti per la didattica, perchè i concetti sono memorizzati più facilmente.
La possibilità di utilizzare delle orme, per evidenziare la strada percorsa o percorribile dai pezzi stabilisce nelle menti degli allievi un rinforzo visivo, una “traccia mnestica” ben definita; i fuochi, come indicatori di pericolo (si possono usare anche muri, oppure bombe); gli smiles o anche altre figure per enfatizzare alcuni momenti critici sulla scacchiera.
Inoltre la possibilità che siano i bambini stessi a manipolare le figure per sistemarle sulla scacchiera, che generalmente è appoggiata su un banco e sorretta dalla lavagna della classe, aggiungono un ulteriore lavoro per così dire “procedurale” che contribuisce alla formazione del ricordo.
Lo sviluppo della scacchiera ideografica è in continua evoluzione nella mia metodologia, anche grazie al continuo apporto creativo dell’amico Michele Devilla che posso senz’altro affermare che è il co-autore di questo validissimo supporto.
Barzellette scacchistiche.
Riporto alcune delle barzellette scacchistiche trovate sul web, spero che vi divertano.
Un pedone passato torna a casa dal lavoro con una splendida macchina nuova. La moglie lo accoglie dicendo: “Tesoro, ma non possiamo permetterci questa macchina col tuo stipendio” “Tranquilla cara, sto per ottenere una promozione!”
Due scienziati, uno del Polo Nord e uno del Polo Sud, decisero di sfidarsi in una partita a scacchi per corrispondenza. Il primo mandò una cartolina con la mossa 1.e4. Passarono 6 mesi prima di ricevere la risposta: aprì la lettera e trovò scritto: “ACCONCIO!”
Il grande campione Lasker raccontò tutto serio ad un giornalista: “Durante un torneo a Mosca un vecchio russo è venuto a trovarmi e mi ha chiesto di fare una partita. Ho accettato e mi ha battuto in 20 mosse. La rivincita: idem!””Incredibile – commenta il giornalista – e che avete fatto poi?””L’ho portato nell’albergo dove era Capablanca e gli ho chiesto di affrontarlo…””E allora?””Non mi crederete, ma il vecchietto ha battuto il grande Capa in 15 mosse!””Straordinario! Ma che è successo a questo vecchio moscovita?””Diavolo, abbiamo dovuto ammazzarlo, naturalmente!”.
“Signor Steiniz – disse un affarista milionario – Voi partecipate ai tornei di scacchi solo per i soldi, mentre io ci vengo soltanto per l’onore!””Ebbene – rispose il campione – ognuno gioca per quello che non ha!”


