Proverbi

 

Aggiornata la sezione dei proverbi e delle partite didattiche.

Illustrazione di Fabio Lanza

Quando la Donna va al ballo
lascia l’Alfiere e porta il Cavallo.
Ma se le corse va a vedere
lascia il Cavallo e prende l’Alfiere.

Diomira

“Partendosi di là e andando tre giornate verso levante, l’uomo si trova a Diomira, città con sessanta cupole d’argento, statue in bronzo di tutti gli dei, vie lastricate in stagno, un teatro di cristallo, un gallo d’oro che canta ogni mattina su una torre. Tutte queste bellezze il viaggiatore già conosce per averle viste anche in altre città. Ma la proprietà di questa è che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate s’accorciano e le lampade multicolori s’accendono tutte insieme sulle porte delle friggitorie, e da una terrazza una voce di donna grida: uh!, gli viene da invidiare quelli che ora pensano d’aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici.” da “Le città invisibili” di Italo Calvino

La batteria in questione è costituita da Donna + Torre + Pedone; in tutti i diagrammi seguenti (cliccare sull’immagine per ingrandirla) il Bianco muove e matta in una mossa. Buon divertimento!

 

De que nada se sabe

Traduco una bellissima poesia (adattandola alle rime italiane) di Jorge Louis Borges. La poesia originale è riportata sotto.

Nulla si sa.

La luna ignora che è tranquilla e chiara,

né, d’altronde, sa che sia la luna,

la sabbia che sia sabbia. Non c’è alcuna

cosa che sappia che ha una forma rara.

Ogni figura d’avorio si separa

dagli astratti scacchi, come la mano opportuna

che la dirige. Chissà se l’umana fortuna

di poche parole ma di pena amara

sia strumento di altro. Lo ignoriamo;

dargli nome di Dio è un azzardo.

Vana è la paura, vano lo sbaglio,

e l’interrotta preghiera che iniziamo.

Che arco avrà scoccato questo dardo?

Chi sono io? Qual’è l’alto bersaglio?

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