
Uno dei più mitici campioni
fu il “Mago di Riga” (la sua culla)
le cui visionarie intuizioni
parevano nascere dal nulla
e svelavano arcane combinazioni.
Solo una sorte beffarda e fasulla
fiaccandolo con dura malattia
lo ha privato della sua magia.

Vasily Smyslov, campione universale,
fu per molti un secondo Capablanca
per la tecnica in apertura e nel finale
ma di tattica il suo stile non manca.
Non amava l’intelligenza artificiale
preferendo la lotta all’arma bianca.
Per lui gli scacchi furono arte e poesia
e cercò sempre verità e armonia.

Implacabile, mossa dopo mossa,
s’impadroniva di tutta la scacchiera;
Michail Botvinnik dell’Armata Rossa
è stato a lungo la prima bandiera.
Ogni rivincita fu per lui riscossa
e alle sue spalle si lasciò una schiera.
Lavorò anni per dare ad un “motore”
la ferrea logica di un calcolatore.