Un’amicizia lunga una scacchiera


La pagina di oggi dello Scaccodiario è dedicata al mio amico Salvatore Fenu: uno dei più importanti Istruttori Nazionali SNaQ della Sardegna, ma anche un entusiasta sostenitore — e, non di rado, ispiratore! — del Metodo Ideografico.

Ci lega un’amicizia che risale ai primi anni Novanta, cresciuta insieme alla passione per l’insegnamento e la divulgazione della cultura scacchistica. Anzi, a dirla tutta, è stato proprio lui a trasmettermi il gusto di scoprire i “classici” della letteratura scacchistica: quei libri che non ti insegnano soltanto a giocare meglio, ma ti fanno amare ancora di più gli scacchi.

Ci siamo conosciuti nei tempi “eroici” — si fa per dire! — in cui la nostra formazione passava attraverso i pochi libri disponibili in italiano, le enciclopedie e gli Informatori jugoslavi. Abbiamo giocato insieme nelle squadre della nostra città, condividendo tante soddisfazioni e numerose promozioni nelle serie superiori. Con noi, in quel quartetto che ricordo con affetto, c’erano l’indimenticato amico Maurizio Figus e Federico Giovanni Tanda.

Salvatore è stato al mio fianco, come un vero “braccio destro”, anche nelle avventure dirigenziali: dal Circolo al Comitato Regionale, fino al mio impegno in Federazione. Ho sempre ascoltato con interesse le sue idee “strategiche” sulla diffusione degli scacchi nella società, anche quando non coincidevano con le mie. Del resto, tra amici, il confronto serve anche a questo: a guardare la posizione da un’altra prospettiva.

Su un punto, però, siamo sempre stati in piena sintonia: lo sviluppo degli scacchi passa, prima ancora che dall’attività agonistica, da un lavoro di alfabetizzazione ludica e interdisciplinare nelle scuole. Prima dei risultati vengono la scoperta del gioco, il piacere di imparare e la possibilità di coinvolgere tutti. È il lavoro spesso “invisibile” di tanti istruttori, che ogni giorno fanno conoscere il nostro gioco ben oltre la cerchia degli appassionati.

Anche sul piano didattico l’intesa è totale. Spesso è proprio Salvatore a spronarmi a formulare quei proverbi “intramuscolari”, come gli piace chiamarli: frasi lapidarie, capaci di lasciare il segno e di far ricordare un concetto. Utilizza il Metodo Ideografico nei suoi corsi e ci ritroviamo spesso a collaborare in progetti come “Tutti a Iscol@”, finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna per contrastare l’abbandono scolastico.

E naturalmente non poteva mancare, nel 2021, alla fondazione dell’ASD Romangia Scacchi a Sorso, insieme al presidente Antonio Roggio. Una nuova avventura, arrivata dopo l’amara esperienza della chiusura dello storico circolo Torres: il primo circolo scacchistico sardo affiliato alla FSI, dal 1971. Una realtà le cui esigenze, a mio avviso, non avevano trovato nelle istituzioni sassaresi l’ascolto e il sostegno che meritavano.

Con Salvatore, insomma, abbiamo condiviso partite, libri, progetti e qualche inevitabile delusione. Ma soprattutto ci accompagna ancora la stessa voglia di far conoscere gli scacchi e di trasmetterne il piacere agli altri. E questa, dopo tanti anni, resta la nostra intesa più bella.

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