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Gli scacchi sono uno sport?
Secondo l’etimologia la parola sport deriverebbe dal Latino “deportare”, che significa uscire fuori porta, della propria casa o città. Il termine attuale però proviene dall’Inglese che a sua volta è mutuato dal Francese “desport” che significa svago, intrattenimento, ricreazione, un po’ come il nostro “diporto”.
Questa premessa serve solo per fornire alcuni spunti alla “vecchia” discussione se gli scacchi debbano o meno essere considerati uno sport. Non è sufficiente infatti che essi siano da molto tempo riconosciuti come sport a tutti gli effetti dalle federazioni ed enti sportivi nazionali (in Italia dal CONI) e dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). Infatti questo non può essere un criterio oggettivo, dal momento che tantissimi sport non sono riconosciuti da questi organismi. Nel contempo gli scacchi sono giudicati dalla gente come un semplice gioco da tavolo, come le carte, il risiko, lo scarabeo ecc.
Gli scacchi per “bambini speciali”
Ho trovato sul web un interessantissimo articolo di Richard James, sul suo bellissimo sito Chesskids Academy. Richard James è anche autore del libro “Chess for kids” . Ripropongo l’articolo tradotto perchè mi trovo pienamente daccordo con tutte le sue osservazioni, che posso personalmente confermare anche con la mia esperienza scolastica.
SCACCHI e bisogni educativi speciali
Tra il 20% e il 25% dei bambini sono classificati con ‘bisogni speciali’ o sono stati diagnosticati in una vasta gamma di condizioni neurologiche. Per molti di questi bambini, gli scacchi possono avere un effetto drammatico sulla loro vita. Ma sono proprio questi bambini, che hanno più da guadagnare dagli scacchi, che, in molti casi, e per una serie di motivi, non si uniscono ad un club di scacchi a scuola, o forse a qualcuno non piace che li facciano entrare.
Queste condizioni coprono quattro aree principali: difficoltà di apprendimento (per esempio dislessia), problemi fisici (ad esempio disprassia), problemi di attenzione, concentrazione e del comportamento (ADHD, per esempio) e le difficoltà di comunicazione, socializzazione e relazioni (per esempio la sindrome di Asperger). Spesso, bambini con difficoltà in un senso avranno problemi in un altro. Alcuni (ma non tutti) i bambini in ciascuna di queste aree otterranno enormi benefici dal gioco degli scacchi.


