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Il fondo del barile…

Il mondo sta affrontando, come tutti possono constatare, una crisi finanziaria senza precedenti data la sua globalità. Ho scritto finanziaria perchè mi rifiuto di chiamarla economica, perchè se Aristotele diceva che l’uomo è un animale politico direi che si possa aggiungere che è pure un animale economico: insomma è un animale!

Un animale che a prescindere dalle contrattazioni di Wall Street continua a mangiare, a muoversi e dove può persino a lavorare. Però il sistema bancario, il cui unico fine è fare profitti, da circa un decennio viene preso per il naso da tutta una serie di operazioni finanziarie con cui brucia i soldi dei privati cittadini e persino di interi stati: vedi future, vedi swap ed altre forme di derivati, bond e acquisti in factoring di debiti di altre istituzioni prossime alla bancarotta.

Ma la mia non vuole essere un’analisi economica, richiederebbe un trattato a parte, ma solo una constatazione di come si stanno deteriorando le nostre possibilità di futuro. Il default argentino non ha insegnato niente, dal momento che la Grecia sta subendo lo stesso destino e l’Italia ci si sta incamminando a grandi passi: quei passi che da sempre sono le ricette neo-liberiste del Fondo Monetario Internazionale e delle altre istituzioni economiche anche europee.

Qui però si parla di scacchi, e il mio post nasce da una notizia appresa in questi giorni: il Ministero dell’Istruzione ha escluso gli scacchi dal circuito dei giochi sportivi studenteschi, onde risparmiare il costo dell’assicurazione per tutti gli studenti e insegnanti partecipanti che ogni anno registrano un trend in costante crescita che supera le migliaia di unità.

Questo è solo una conseguenza dei tagli che la nostra classe politica, per la sua scarsa lungimiranza, sta facendo pesare sulle scuole, dove è sempre più difficile riuscire a fare anche progetti curricolari di scacchi (non ci sono fondi per esperti esterni) e persino extra-curricolari (non ci sono soldi per il personale ATA). Così ci viene richiesto da dirigenti zelanti di prestare la nostra opera a costo zero per la scuola e talvolta persino per le famiglie: che significherebbe prestare la propria opera a proprie spese, dato che la benzina non sarebbe neppure rimborsata.

Molti istruttori fanno esattamente questo da anni, perchè la passione e la volontà di diffusione del nostro gioco è tale che il compenso economico venga in ultima analisi. E, per quanto mi riguarda, nel caso dei GSS ho sempre pagato in proprio tutte le trasferte provinciali, regionali e nazionali al seguito delle scuole primarie che seguo. Ma se un giovane vuole investire in una professionalità, laddove il proprio governo non è in grado di incidere sul mondo del lavoro se non obbedendo ai diktat dei potentati economici, non può neppure prendere in considerazione il solo volontariato: i mezzi di sussistenza vengono prima.

E veniamo al titolo del post, perchè seguendo gli “aggiustamenti strutturali” del FMI e della BCE: cioè privatizzando tutti gli assets strategici dello Stato (comunicazioni, energia, acqua…), innalzando l’età pensionabile (anziché ridurre i privilegi), precarizzando il mondo del lavoro (e rendendolo ricattabile) si può solo raschiare il fondo del barile prima dell’inevitabile bancarotta a vantaggio dei pochi finanzieri che hanno prodotto artificialmente la crisi.

P.S.: Domenica 30 ottobre è andata in onda una bellissima inchiesta di Report che chiarisce meglio ciò che ho accennato in questo post, vi invito a dare un’occhiata: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-8d786bde-265f-412e-a52f-aa631f06b93b.html

Mosse semplici

La carta chiamata "Il rodeo"

Nelle prossime stampe delle carte scacchistiche saranno introdotte delle novità: nuovi fumetti, nuovi proverbi, nuovi quadri di matto e anche nuovi tatticismi semplici di cui parlerò nel presente post.

L’idea originale delle carte era stata dedicata agli scacchi matti (in difficoltà crescente da una mossa a 4 mosse) a cui erano associati dei nomi per una facile memorizzazione dei pattern più tipici. Col tempo però ogni livello di difficoltà ha catalogato anche posizioni di apertura, diagrammi di finali, rime scacchistiche ed altro ancora…

Il primo livello, colore che va dal celeste all’azzurro, raccoglie per esempio i movimenti dei pezzi (accompagnati da rime per ricordarli meglio); i proverbi con dei personaggi in fumetti o delle clip-art; i quadri di matto finiti con frecce che indicano lo scacco e l’impossibilità del difensore (in genere il Re nero) di muoversi.

Oltre a ciò particolarmente importanti mi sembrano le carte che ho denominato “Mosse semplici”; si tratta di semplici azioni tattiche che portano un vantaggio: attacchi doppi, inchiodature, infilate ecc. Le ho ulteriormente catalogate in mosse corte (come la forchetta per es.) e mosse lunghe (come le catture dai fianchetti per es.) e servono per “fare l’occhio” delle più semplici operazioni scacchistiche: le minacce e le doppie minacce.

La cattura del pezzo sul pedone.

In treno verso Cagliari, ancora una volta, ho scritto questa filastrocca con le rime trovate dai bambini di via Forlanini. Con loro abbiamo in cantiere il progetto di scrivere tante filastrocche quante sono le lezioni di quest’anno e magari farne un bel libricino!

 

La cattura del pezzo su un pedone.

Questa è la storia d’una cattura
che fece un pezzo ai danni d’un pedone;
ne parlarono per anni addirittura
tutti i giornali e la televisione.
Accadde un dì che una losca figura
scalciò un pedoncino come un pallone,
procurandogli persino una frattura…
“Che modi sono, brutto fellone!?”
Urlò quello con voce assai dura
“Chi ti ha insegnato l’educazione??”
La faccia del pezzo divenne più scura
quando vide un intero plotone
marciargli incontro senza paura
per portarlo diritto in prigione.
Ciò che c’insegna quest’avventura
è trattar con cura ogni pedone.