Canopoleno: il matto di Cesare!
Anche al Canopoleno grandi festeggiamenti per Alessandro Rosa, vice-campione provinciale dei Piccoli Alfieri, dietro solo al bravissimo Vittorio Deroma che negli ultimi mesi ho potuto seguire per due volte alla settimana. La lezione di oggi del laboratorio di scacchi alla seconda e terza primaria, con qualche innesto di allievi di scuola media, conl’aiuto della maestra Rita Sabatino, era ancora una volta sulla tattica. Ho messo delle posizioni da risolvere in poche mosse e ho fatto partecipare tutti i bambini presenti.
Durante le partite, che sono sempre di miglior livello tecnico, ho potuto ammirare la capacità di visualizzare le posizioni di matto e soprattutto ho potuto notare partite molto più combattute del solito. La posizione della foto è un curioso scacco matto di Cesare, 7 anni, contro il compagno di classe Gabriele, che ha però disputato un ottima gare, crollando solo negli ultimi minuti.
Osilo: piccoli “campioni” crescono!
Stamattina ero ad Osilo per le consuete lezioni del mercoledì alla terza, quarta e quinta elementare dell’Istituto comprensivo. Avevo con me un ritaglio di giornale con la fotografia di Tiziano Federici e Marco Zubani, rispettivamente campione e vice-campione provinciale della categoria giovanissimi! La loro improvvisa popolarità ha “gasato” l’ambiente e si moltiplicano le richieste di partecipazione anche agli appuntamenti scacchistici al di fuori della scuola.
Così anche le lezioni di stamattina sono state molto più seguite e la partita collettiva della quarta contro di me non è terminata come di solito in una miniatura. Diverso discorso invece per la terza, che ha perso in venti mosse e della quinta che ha continuato la partita della quarta perdendola (con la parte che era in vantaggio) in meno di quindici mosse…
Zeitnot!
ZEITNOT
(da: “L’ora di Barga” Canti di Castelvecchio
di G.Pascoli )
Alla mia sedia donde non sento
se non scacchisti brusir pian piano,
al mio orecchio viene col vento
il buon consiglio di un non lontano
amico mio, ch’è alle mie spalle,
ma finge d’essere a fondovalle.
Tu dici, è l’ora, tu dici, è tardi;
voce che cadi lieve dal cielo.
Ma un poco ancora lascia che guardi
ho innanzi agli occhi grigiastro velo;
vedo una Torre là sullo sfondo..
non so che fare.. son tremebondo.
Lasciami immoto qui rimanere
fra secco batter d’altro pulsante,
irresoluto, col mio sedere
ben adagiato: quasi pensante!
Sulla scacchiera la mente fissa,
e giù nel petto il cuore che rissa.
Tu vuoi che muova dunque l’Alfiere
Voce che cadi blanda alle spalle,
ma non son certo, lascia vedere..
non vorrei prender delle farfalle.
Lo so ch’è l’ora, lo so ch’è tardi;
ma un poco ancora lascia che guardi.
Lascia che guardi la posizione,
lascia che osservi le case nere,
le debolezze per niente buone..
Se un infilata ho da temere;
che nel cantuccio d’ombra romita
sia certo il Re della sua vita.
Ed or la voce quasi mi strilla
due volte un grido quasi di cruccio.
Ma vada a bersi la camomilla,
ch’io non mi muovo dal mio cantuccio.
E’ tardi? E’ l’ora? Già…è caduta..
la bandierina!.. Non l’ho veduta.


