Canopoleno: la regola del quadrato.

Mercoledì scorso per la lezione teorica al Convitto del  Canopoleno, dove seguivo il gruppo formato prevalentemente dalla seconda primaria della maestra Rita Sabatino, avevo preparato un argomento un po’ più tecnico del solito: la regola del quadrato.
Per prima cosa ho posizionato un pedone bianco in a3, un Re bianco in b1 ed uno nero in g8; quindi ho chiesto alla classe secondo loro quale era il risultato più probabile: una vittoria del Bianco o un pareggio; la risposta  – senza neppure chiedermi a chi spettasse la mossa – è stata pressoché unanime a favore del Bianco. Così – subdolamente – ho lanciato la sfida: “Fatemi vedere!”

Dopo 3 o 4 tentativi falliti gli ho spiegato la regola del quadrato. Per prima cosa ho detto loro di tracciare dal pedone una linea in diagonale sino a raggiungere l’ottava traversa; quindi tracciare una linea in verticale ed una in orizzontale sino a raggiungere la colonna e la traversa in corrispondenza del pedone e infine chiudere il quadrato (in questo caso con vertici nelle case A3, F3, A8 e F8). La regola dice che se il Re difendente, con la sua mossa, entra nel quadrato, ma basta anche il suo perimetro, allora è in grado di raggiungere il pedone avversario lanciato a promozione; se invece anche muovendo non riesce ad entrare nel quadrato allora il pedone correrà indisturbato a promozione. Per i miei amici istruttori che volessero ripetere quest’unità didattica consiglio anche la mia filastrocca (con illustrazione di Francis Manfredi) sull’argomento.

Dopo la spiegazione ho chiesto ad ognuno di loro di esprimersi sulla regola del quadrato di una quindicina di situazioni analoghe, suggerendo sempre di dare un’occhiata alla diagonale del quadrato per avere un più facile colpo d’occhio. Quindi ho lasciato che giocassero, anche questa volta con l’orologio.

Corso base di scacchi alla ex-Q.

Nuovo logo della ex-Q

Il nuovo logo della ex-Q

Questa sera presso la “ex-Q square” (la vecchia sala passaporti della ex questura di Sassari) ripropongo un corso per adulti di scacchi, dopo il grande successo ottenuto nel 2010. Anche quest’anno la formula proposta sarà di circa mezz’ora di lezione teorica e sino a due ore di tempo dedicato alla pratica del gioco.
Il corso mi è stato richiesto da tantissimi genitori dei miei allievi nelle scuole, da diverse maestre, e da tanti appassionati che sono alla ricerca di un circolo di scacchi che purtroppo dall’inizio di quest’anno non ha più una sede fissa, visti gli altissimi costi di gestione che l’Associazione Scacchi Torres non era più in grado di sostenere.

Così ecco un’ottima occasione per sfruttare la restituzione al pubblico di uno spazio, quello della ex questura di Sassari occupata dal maggio del 2010 da un collettivo di artisti che ne ha fatto un importantissimo centro culturale. Gli scacchi, come già dimostrato col corso precedente, hanno una grande valenza di aggregazione sociale non opponendo limiti di età, di genere, di razza o di credo politico e religioso. Ma in questo contesto possono mostrare al massimo la loro funzione culturale, accogliendo artisti visivi, musicisti, intellettuali, insieme ad operai, casalinghe, “cani-sciolti”, e disoccupati che hanno in odio il posto fisso!

Non è un caso che gli scacchi nell’immaginario pubblico evochino metafore sociali che relativizzano i vari ruoli sociali. E non è un caso che – contrariamente a quanto si crede – gli scacchi non costituiscano affatto un’élite esclusiva ed escludente: tutti possono imparare le regole base del gioco ed essere in grado dopo mezz’ora di giocare la propria partita.

Mutati mutandis…

"Internet, tutti maestri" di Carlo Bolmida

MUTATI MUTANDIS

Tu vuoi giocare o vincere?
Mi chiese un dì un amico.
Voglio giocar, di perdere,
non me ne importa un fico.

Allor lui mi rispose:
con ogni forza anelo,
combatto in overdose
per migliorarmi l’Elo…

E’ questa la rovina
del nostro Re dei giuochi,
ahimè, siam sulla china,
siam presi fra due fuochi.

On-line.. tutti.. Maestri…
Un pollo è un gran portento,
Elo FIDE ai più maldestri!
Tornei sociali? Evento

senza interesse alcuno…
giocar per divertirsi?
Non piace più a nessuno..
c’è proprio da intristirsi.

Un mondo più legger!
Gli scacchi sono duri,
giocando sul server
si senton più sicuri.

Così, vuote le sale
del Circol centenario,
nel luogo un dì sacrale
si può dire il rosario.

Danailov ha l’imprimatur:
“Cambiare oppur morire,
Perché tertium non datur”.
Mutiam per rifiorire!

       Carlo Bolmida 2011