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Come dar fastidio al tuo avversario.

Ho tradotto dal web un esilarante articolo ironico dal sito di Bill Wall, dal titolo originale “HOW TO ANNOY YOUR OPPONENT “. Ve lo propongo col chiaro intento provocatore che voi vi riconosciate in qualcuno di questi tic… anti-sportivi!

Penso sia stato il mio ex coach Billy Lombardy a dire che “A scacchi la vittoria non è sopra ogni cosa, ma è la sola cosa!”. Come saprete ogni scacchista non sopporta di perdere una partita. Pertanto torna utile conoscere la maniera di vincere facilmente senza dover padroneggiare l’arte del giocar bene. L’arte del disturbare l’avversario diventa un must per quelli che non hanno nè il tempo nè la voglia di giocare come un maestro. E questo vale per la maggior parte di noi.

 La forma più facile e più diffusa per dare fastidio al proprio avversario è parlare. Ci sono diversi metodi che possono essere adottati per disturbare il vostro avversario, con lo scopo di distrarlo e non fargli giocare buone mosse. Un modo è di parlare direttamente col vostro avversario, sottolineando le sue cattive mosse e dicendogli che la sua posizione è senza speranza. Quando si convincerà di chiamare l’arbitro la sua posizione sarà davvero senza speranze. E naturalmente negherete di aver mai parlato con lui. Direte che era proprio lui a parlare durante tutta la partita.

Se il vostro avversario sta per fare una buona mossa, nonostante il vostro parlare, allora esclamate “Pezzo toccato!” prima che lo faccia effettivamente. Certamente negherà istintivamente di aver toccato alcun pezzo. Ne risulterà comunque che o dimenticherà le sue originali intenzioni, oppure potrebbe dubitare che la mossa che stava per fare fosse sbagliata, e ne farà al suo posto una più debole.

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Gli scacchi sono uno sport?

 

Secondo l’etimologia la parola sport deriverebbe dal Latino “deportare”, che significa uscire fuori porta, della propria casa o città. Il termine attuale però proviene dall’Inglese che a sua volta è mutuato dal Francese “desport” che significa svago, intrattenimento, ricreazione, un po’ come il nostro “diporto”.

Questa premessa serve solo per fornire alcuni spunti alla “vecchia” discussione se gli scacchi debbano o meno essere considerati uno sport. Non è sufficiente infatti che essi siano da molto tempo riconosciuti come sport a tutti gli effetti dalle federazioni ed enti sportivi nazionali (in Italia dal CONI) e dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). Infatti questo non può essere un criterio oggettivo, dal momento che tantissimi sport non sono riconosciuti da questi organismi. Nel contempo gli scacchi sono giudicati dalla gente come un semplice gioco da tavolo, come le carte, il risiko, lo scarabeo ecc.

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Via Cilea: festa di primavera

Si è svolta oggi presso la scuola del 12° +  13° circolo di via Cilea a Latte dolce la “Festa di primavera”, che corona un anno di progetto scolastico per le aree a rischio e fra le tante attività sportive (minibasket, calcio, giochi tradizionali), artistiche (musica dal vivo) e culturali, c’erano naturalmente anche gli scacchi!

Abbiamo fatto svolgere un torneo promozionale (diretto dall’arbitro Pierpaolo Loriga) vinto da Alessandro Enrico, che si conferma il portacolori di Latte dolce, davanti a Matteo Discepolo e Salvatore Serra; ottime prestazioni anche di Giovanni Pedoni, Chiara Chicconi , Maia Camboni e Isabella Boe. Un grazie particolare al grande lavoro svolto dalle maestre Mariella Schintu, Giovanna Manca, Caterina Fresu, Speranza Serra.

Ma la particolarità della festa è stata la grande partecipazione corale dei genitori, che hanno contribuito col loro lavoro volontario alla riuscita della manifestazione, restando anche tutti insieme a pranzo in quella che è davvero una festa da riproporre per questo quartiere sassarese!