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E per lezione una simultanea!
Ho già parlato altre volte della possibilità di fare una lezione di scacchi senza l’ausilio della scacchiera murale, idea presa in prestito dal bravissimo Alex Wild. Oltre alla possibilità di fare dei “dettati”, cioé leggere a voce alta la posizione dei pezzi affinché i bambini (due per ogni scacchiera) li posizionino sulle loro scacchiere, si possono fare delle variazione per fargli prendere confidenza con le coordinate alfanumeriche.

Nella foto il recordman bulgaro, il GM Kiril Georgiev, impegnato su 360 scacchiere: davvero un "giro completo!""
Personalmente quando non porto la scacchiera murale è perchè ho intenzione di fare la lezione attraverso una simultanea giocata contro una decina di coppie di bambini. L’idea è quella di avere un feedback immediato sul loro livello di gioco raggiunto (e comprendere di cosa ha più bisogno la classe) e anche quello di far confrontare le idee ai bambini che per una volta si ritrovano a non essere schierati contro ma a collaborare insieme contro l’istruttore. E’ un’ottima occasione per comprendere come ragionano gli altri e naturalmente come l’istruttore “smonterà” i loro sogni di vittoria.
Generalmente ad una o più mosse dal matto chiedo a loro stessi di trovare la soluzione e poi li faccio giocare uno contro l’altro. La simultanea può durare dai 30 ai 40 minuti, ma per un istruttore che non ha molta pratica potrebbe impiegare tutta la lezione; poco male perchè comunque i bambini stanno già giocando e non chiedono altro.
Agli istruttori che vogliano cimentarsi consiglio di fare l’esperimento con la maestra presente, perchè sarà naturale un chiacchiericcio ed una confusione che generalmente non interferiscono con una lezione teorica. Inoltre gli raccomando di tenere all’erta la memoria: i bambini fanno le loro prove direttamente sulla scacchiera, spostando i pezzi e dimenticando le posizioni iniziali… Insomma lavoro doppio per l’istruttore!
Partita simmetrica
Spesso capita che qualche bambino mi chiami indispettito perchè a suo dire l’avversario si comporta in modo scorretto, copiandogli tutte le mosse! Naturalmente è un momento importante per fare capire ad entrambi che copiare le mosse non è conveniente, perchè ci sarà un momento in cui non sarà più possibile farlo: per esempio in seguito ad uno scacco o nel caso limite allo scacco matto. La partita che presento, molto divertente, è solo un esempio (ce ne sono tanti!) per far ragionare gli allievi su questo aspetto.
[pgn
[Event “Osyky “]
[Site “Osyky”]
[Date “1900.??.??”]
[Round “?”]
[White “Traxler, Karel”]
[Black “Samanek, J.”]
[Result “1-0”]
[ECO “C49”]
[PlyCount “31”]
[EventDate “1900.??.??”]
[EventType “tourn”]
[EventRounds “8”]
[EventCountry “CZE”]
[Source “ChessBase”]
[SourceDate “1998.11.10”]
1. e4 e5 2. Nf3 Nf6 3. Nc3 Nc6 4. Bb5 Bb4 5. O-O O-O 6. d3 d6 7. Bxc6 Bxc3 8.
Bxb7 Bxb2 9. Bxa8 Bxa1 10. Bg5 Bg4 11. Qxa1 Qxa8 12. Bxf6 Bxf3 13. Bxe5 Bxe4
14. Bxg7 Bxg2 15. Bxf8 Bxf1 16. Qg7# 1-0
[/pgn]
Chi copia le mosse non è una cima
prende scacco matto una mossa prima!
Scacco matto della Nonna.
La lezione odierna con la terza di via Forlanini è stata ancora una volta molto divertente. Ai bambini ho letto la filastrocca del “Cavallo originale”, relativa alla lezione precedente, mentre oggi avevo in programma ancora un ripasso a beneficio dei tre nuovi allievi: il cosidetto matto della nonna, cioé un matto fondamentale con Re e Regina contro Re. Ho prima proposto una posizione in cui i bambini dovevano trovare il matto in una mossa. Quindi, una volta fatta la distinzione del matto del Guardiano (sfruttando l’opposizione dei due Re) ed il matto della Nonna, dove la Donna abbraccia il Re avversario. Così la prima rima individuata è stata abbraccia (i bambini hanno proposto faccia, traccia, focaccia, figuraccia…) e l’altra rima “nipotino” (e sono stati proposti tutta una serie di diminutivi, ma anche bambino, cammino, destino ecc.).
Alessandro ha fatto addirittura una quartina davvero simpatica:
Mentre il nipotino scappa
il nonno mangia la pappa,
e sempre alla sua faccia
la nonna la focaccia.
Durante le partite ben 3 bambini hanno avuto modo di realizzare proprio questo matto fondamentale, a dimostrazione che la spiegazione torna sempre utile nella pratica.
La nonna e il nipotino.
C’era una volta un nipote ballerino
in fuga dalla nonna che con le braccia
cercava di sbarrargli il suo cammino;
ma il monello le faceva una boccaccia
e riprendeva allegro il nascondino.
Paziente la nonna seguiva ogni traccia
restando sempre ad un salto vicino,
ma quello con un sorrisino in faccia
scappava ogni volta al suo destino.
Non per molto durò questa caccia
della nonna al suo bel nipotino:
per evitare una gran figuraccia
chiamò il nonno che schiacciava un pisolino
e diedero al bambino pan per focaccia.
Infatti arrivati all’angolino
la nonna infine il malandrino abbraccia.








